La maggioranza Arena continua a cuocere nel suo brodo
consiglio comunale
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VITERBO - Questa la storia che tutti conoscono ma che ovviamente nessuno si sente di certificare in questo momento, con delle votazioni: quelle del tre e quattro ottobre; che rischiano di aggiungere ancora benzina della provincia sul capoluogo. 

VITERBO – Sta cuocendo ma ancora non è tempo di spegnere il gas. Sembra questo quello che sta accadendo alla maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Arena. Sulla votazione dei debiti fuori bilancio, per la ridicola cifra di 19mila euro, non c’è il numero legale e il consiglio va a vuoto. 

A fare ballare tutto Fondazione e Fratelli d’Italia. Il quadro politico generale non è dei migliori e nel centrodestra non scorre buon sangue tra i diversi partiti. Vista da qui, e considerando quanto accaduto finora, appare difficile immaginare un arrivo dell’attuale amministrazione alla scadenza naturale del 2023. Alla prima occasione vera, dettata dal contesto nazionale, le probabilità che tutto venga giù sono piuttosto alte. E abbastanza improbabile una ricandidatura di Arena per un eventuale bis. 

Questa la storia che tutti conoscono ma che ovviamente nessuno si sente di certificare in questo momento, con delle votazioni: quelle del tre e quattro ottobre; che rischiano di aggiungere ancora benzina della provincia sul capoluogo. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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