La Machena di Santa Rosa: la poesia di Emilio Maggini
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Vissuto a Pianoscarano, uomo di grande saggezza. Poeta dialettale, riportato in scena recentemente da Pietro Benedetti. Durante le cene in piazza con i Facchini. Stiamo parlando di Emilio Maggini, di cui abbiamo deciso di mettere in evidenza, in questi giorni di grande centralità della festa di Santa Rosa, una poesia dedicata alla magia della Macchina.

Vissuto a Pianoscarano, uomo di grande saggezza. Poeta dialettale, riportato in scena recentemente da Pietro Benedetti. Durante le cene in piazza con i Facchini. Stiamo parlando di Emilio Maggini, di cui abbiamo deciso di mettere in evidenza, in questi giorni di grande centralità della festa di Santa Rosa, una poesia dedicata alla magia della Macchina.

LA MACHENA DI SANTA ROSA

‘Na torre allumenata

da mille stelle fatte luminelle,

straportata a son di museca

da cent’ommene gaiarde.

 

‘Ntanto chi cammina, pare chi balla.

Man chi la vede fa sintì ‘n tremore,

li vène da piagna,

prova ‘na gioia d’amore

guardanno millassù

‘ndove la santa parla sempre al core.

 

E Rosa e la Machena so’ ‘na cosa viva

E’ nata ciuca ciuca

e mo è crisciuta,

arriva a ficcà ‘l naso sopra ‘l tette.

 

Quarche vorta è cascata,

ci so’ scappate ‘l morte,

mae, pirò, è stato detto abbasta.

 

‘Sta tradizione è diventata passione,

‘na nobbele gara dil facchine

chi vanno a ‘nchinasse pi portalla.

 

Adè vanto di ‘sta popolazione;

e si campasse cent’anne

curre sempre ‘gni anno a vedella;

chi pi Rosa ‘sta torre brillarella

‘gni anno chi passa adè più bella.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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