La Macchina di Santa Rosa sarà esposta per una ventina di giorni in una piazza di Viterbo
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VITERBO - Ancora non è stata decisa la piazza dove sarà montata Gloria, per quello che sarà il suo ultimo saluto alla città.

VITERBO – La Macchina di Santa Rosa starà con i viterbesi per una ventina di giorni. Questa la quadra trovata all’interno di una riunione tra il prefetto Giovanni Bruno, il sindaco Giovanni Arena, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, l’ideatore Raffaele Ascenzi e il costruttore Vincenzo Fiorillo.

Ancora non è stata decisa la piazza dove sarà montata Gloria, per quello che sarà il suo ultimo saluto alla città. Nel 2022 infatti, quello che tutti si augurano essere l’anno della ritorno del Trasporto, ci sarà una nuova Macchina. La decisione, archiviata la possibilità del trasporto del cuore della santa in processione per le vie della città, è sembrata importante per dare un segnale di ottimismo e ripartenza.

Nel 2020 l’emergenza sanitaria aveva bloccato tutto e anche l’idea del montaggio della Macchina era stata abbandonata. Quest’anno invece andrà in porto. Non davanti al sagrato della basilica perché si tratta di uno spazio troppo stretto ma in una piazza più ampia, dove sarà più facile mantenere le distanze ed evitare assembramenti.

I luoghi più papabili sono piazza Verdi o il largo davanti la chiesa degli Almadiani.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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