
VITERBO – La Macchina di Santa Rosa sempre più conosciuta nel mondo grazie alla Rete delle Macchine a Spalla. Un ticket “di viaggio” che vede sedute insieme Viterbo, Palmi, Sassari, Nola e che sta dando importanti frutti a livello di promozione dei territori.
Dal punto più alto toccato nel 2013 a Baku, con il riconoscimento per le tradizioni della Rete come patrimonio immateriale dell’Umanità, a tutta una serie di spazi mediatici e fisici per aumentare la conoscenza di queste tradizioni. Giusto sabato la Treccani ha dedicato un servizio proprio alla Rete e il giorno prima la rivista, a tiratura internazionale, National Geographic ha messo in pagina la Rete e quindi il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.
“In quest’anno appena trascorso – ricorda Patrizia Nardi, ispiratrice e coordinatrice della Rete – Rai Storia ha dedicato un’intera puntata al Patrimonio Immateriale Italiano, nella quale la Rete ha avuto uno spazio importante. Hanno parlato di noi il Corriere della Sera, il Mattino, il Manifesto, il Messaggero, la Repubblica, il Gattopardo e tutte le testate delle cinque regioni che fanno parte della Rete delle Macchine. Ne ha parlato anche Radio Rai3 per il Festival del Cinema di Venezia e siamo finiti nella programmazione del Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Siamo pronti adesso a partire con una bellissima mostra curata dal Ministero che andrà in Messico, Cile e Argentina e toccherà le capitali dell’Europa dell’Est”.
Entusiasmo da parte del Sodalizio dei Facchini e del presidente Massimo Mecarini che hanno dall’inizio condiviso e creduto nel progetto della Rete.
https://www.facebook.com/patrizia.nardi.7/videos/2404006612978957/


















