La Macchina di Santa Rosa in Antartide, Pagnanelli replica a Sgarbi
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Un viterbese su tutti replica alle parole non gentili rivolte dal critico d'arte Vittoria Sgarbi al capoluogo della Tuscia. E' Bruno Pagnanelli, che trova un modo originale: una foto con la Macchina di Santa Rosa (il bozzetto di Gloria) tra i ghiacci dell'Antartide.

Un viterbese su tutti replica alle parole non gentili rivolte dal critico d’arte Vittoria Sgarbi al capoluogo della Tuscia. E’ Bruno Pagnanelli, che trova un modo originale: una foto con la Macchina di Santa Rosa (il bozzetto di Gloria) tra i ghiacci dell’Antartide.

Colpito dalla frase sgarbata: “Levate il mio nome da quella cazzo di città”; scrive un post su Facebook dove dice tutto quello che c’è da dire.

“Ho letto ciò che ha detto “uno” che dovrebbe fungere da testimonial della mia città, in una telefonata che è esempio di becera generalizzazione – scrive Pagnanelli -.

Io non voglio entrare nel merito, dico solo che la mia città la porto nel cuore. Me ne sono portata un pezzo in valigia, grazie a uno dei regali più belli che mi siano mai stati donati. L’ho portata in fondo al mondo e l’ho curata, coccolata, vezzeggiata affinché potesse arrivare.

E’ un simbolo, lo so, ma rappresenta qualcosa. Sono le mie radici, i miei genitori, la falegnameria di mio nonno, l’olio del frantoio, i boschi, l’odore del bulicame. E anche se la amo e la odio è dove sono nato, dove ho voluto vivere e dove spero di tornare. Ed è lì accanto a me, ogni giorno. Perché è e sarà sempre la mia città”.

E il sindaco Michelini? Non ha detto nulla, anzi ha minimizzato. Un comportamento discutibile e che infatti sta facendo molto parlare a queste latitudini.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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