
VITERBO – Il frontinismo sta cambiando pelle e il movimento politico che vede in Chiara Frontini il suo centro sta vivendo una nuova fase. Quanto sta accadendo non è ancora ben visibile ma gli occhi più attenti possono cogliere i segni di una trasformazione significativa in atto.
L’era di “Chiaretta” è di fatto giunta al capolinea e la trentenne viterbese, che ha avuto il coraggio e la determinazione giuste per diventare sindaco del comune capoluogo, sta pianificando e costruendo una nuova fase. Dal punto di vista del movimento il segnale evidente è che Viterbo2020 sia un progetto ormai esaurito, non solo nel nome (considerando che siamo già nel 2024). Non è ancora noto quale sarà lo sviluppo ma è facile immaginare qualcosa di nuovo che bolle in pentola. In questa prima metà di mandato la sindaca si è di fatto concentrata sull’amministrazione della città trasformandosi da “agitatrice” e “movimentista” in figura di governo. L’operazione ha necessariamente scontentato alcuni frontiniani della prima ora e della seconda. Di fatto alcuni di quelli che hanno sostenuto quell’idea civica, rimasti tagliati fuori con le elezioni e finiti per orbitare sempre più lontano da Chiara, sono fuoriusciti e oggi sono tra i principali “agitatori” del partito anti-Frontini.
Il frontinismo ha nei fatti rafforzato la propria presenza nel Palazzo. Tanto in quello dei Priori, dove a scapito della perdita degli elementi più problematici la maggioranza sembra avere conquistato maggiore compattezza, che dall’altra parte della strada (in Provincia) dove i civici contano due consiglieri. Sta mutando anche la comunicazione, finita un po’ fuorigioco al momento dell’elezione a prima cittadina, che ora sembra riassestarsi su fondamenti tecnici più validi. I più attenti avranno notato la “nascita” sul web del sito www.chiarafrontini.it. Per chi capisce qualcosa di comunicazione non esattamente una mossa banale, anzi.
Dopo due anni al governo della città Frontini ha iniziato a dialogare con pezzi di Viterbo che prima le erano preclusi e quotidianamente si trova a incontrarsi, confrontarsi e ammiccare con gli ambienti produttivi del territorio. Una prerogativa in passato propria esclusivamente dei partiti classici. E chi conosce la matematica del consenso sa che certe teste valgono più di un voto, in barba alle convinzioni dei Cinque Stelle.
Anche sul piano degli spazi politici e della prospettiva politica la sindaca sembra essere nata sotto una buona stella. Più per demeriti di altri che per merito proprio può godere di una situazione piuttosto frammentata intorno. Il centrosinistra non è mai stato forza dominante a Viterbo e continua a brillare poco. Il centrodestra di oggi è ancora intossicato dalla propria storia recente che lo ha visto andare in pezzi per “uccidere il sindaco Arena” dal notaio e poi non trovare più la forza di tornare insieme davvero. Tra le fila di quella che fu la grande armata non ci sono più neanche (tra gli spendibili per Viterbo) i veri pezzi da novanta: manca Mauro Rotelli (politico di razza che ha spiccato il proprio volo per Roma, dove è destinato ad avere lunga vita in Parlamento), manca un’altra figura capace come quella di Daniele Sabatini (arrivato in Regione e destinato ormai ad appartenere ad altri ranghi della sfera politica). Stessa sorte per Antonella Sberna, addirittura diventata vicepresidente del Parlamento Europeo (quanto è bello vedere una viterbese salire così in alto?). Quello che rimane sono seconde file, gente logorata da decenni di vita politica e qualche “alza-mano”.
In questo contesto sta per nascere una nuova fase dell’era Frontini. “Demonio” da esorcizzare e da rispedire all’Inferno (a casa) per gli oppositori politici, “strega” contro cui lanciare sputi e insulti Facebook per la cerchia dei commentatori seriali ma con ancora una percentuale di consenso (certificata dal Sole24Ore e non da Radio Pianoscarano) del 55,5%. Nel 2022 aveva vinto con il 64,9%. E’ scesa di circa 9 punti percentuali dopo due anni di Governo ma di appena un punto rispetto alla stessa rilevazione del 2023 (56,5%) ed è questo il dato interessante. La sindaca ha perso un solo punto di consenso dopo un anno per la sua immagine potenzialmente terribile, con tutti gli articoli che hanno raccontato della cena e delle parole pronunciate a casa di Marco Bruzziches (di cui sono state sviscerate le registrazioni), dopo gli articoli con le parole imbarazzanti pronunciate durante la riunione di Viterbo2020 (registrate e diffuse alla stampa da un critico del movimento), dopo decine e decine di interventi contro sui giornali di battitori liberi e associazioni partorite da ex frontiniani rimasti senza ruolo e quindi diventati nemici. In sintesi una “tempesta di merda” come poche se ne ricordano a queste latitudini che però ha tolto un solo punto percentuale di consenso. Questo ci fa riflettere. Tanto sulla capacità di “colonizzare l’immaginario collettivo” di chi ha partecipato all’azione quanto sulla capacità di reggere di un fenomeno politico più complesso di quanto lettori e commentatori superficiali possano ritenere.


















