La libreria Straffi "boicotta" la vendita del libro di Riina Junior
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Il figlio del boss Totò ha scritto un libro: 'A family life'; edito da Anordest. Dopo la presentazione in televisione è partita da una libreria di Catania un'azione di protesta e boicottaggio del libro del figlio di uno dei capi storici di Cosa Nostra.

”In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina”. Anche a Viterbo, nella nota libreria Straffi di via Saffi è apparso uno dei cartelli che in tutta Italia stanno comparendo sulle vetrine di diverse librerie.

Due sere fa Salvatore Riina Junior, detto Salvo, è andato in televisione da Bruno Vespa, all’interno di Porta a Porta, per parlare della sua famiglia. Un’intervista che ha scatenato un mare di polemiche e ha interessato anche la Commissione Antimafia del Parlamento.

Il figlio del boss Totò ha scritto un libro: ‘A family life’; edito da Anordest. Dopo la presentazione in televisione è partita da una libreria di Catania un’azione di protesta e boicottaggio del libro del figlio di uno dei capi storici di Cosa Nostra. Anche la Libreria Straffi ha deciso di aderire all’iniziativa di protesta.

800 Monastero
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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