La lezione di Mencarini può diventare un boomerang per il centrodestra viterbese
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Gli Stati Generali La Fune
La destra viterbese gioisce di fronte all’affermazione di Pietro Mencarini a Tarquinia al ballottaggio che lo ha consacrato Sindaco con circa il 65% dei voti, con la certezza che può avere ancora molto da dire per il governo di questo territorio.

Una vittoria che fa gioire il centrodestra, ma non può far dormire sonni tranquilli. La destra viterbese gioisce di fronte all’affermazione di Pietro Mencarini a Tarquinia al ballottaggio che lo ha consacrato Sindaco con circa il 65% dei voti, con la certezza che può avere ancora molto da dire per il governo di questo territorio.

Le elezioni di Tarquinia però, se da un lato affondano il centrosinistra, il PD e le vocazioni isolazioniste alla Renzi, dall’altro lato devono far riflettere. È davvero questo il modello vincente anche per Viterbo? Le elezioni lo hanno premiato, ma quanto è stato merito di un centrodestra unito e quanto è stato invece di un quadro eccessivamente frastagliato? Di fatto la destra, più del centrosinistra, è arrivata a Tarquinia più divisa che mai, spalmata su tre candidati diversi, incapace di fare sintesi e di mettersi intorno a un tavolo a discutere. Forza Italia, nonostante le retromarce e le dichiarazioni, era spaccata tra Pietro Mencarini e Renato Bacciardi. Fratelli d’Italia e Noi con Salvini sostenevano invece Gianni Moscherini. Insomma il quadro per il centrodestra, in vista della tornata elettorale che coinvolgerà Viterbo nel 2018 è meno roseo di quel che sembra. Le divisioni, poi, sembrano essere viscerali. Soprattutto tra una parte di centrodestra, quella più vicina agli ambienti popolari e centristi, e quell’altra, più sovranista.

Nel 2013 a Viterbo non bastavano le dita una mano per contare il numero di candidati sindaco provenienti dal centrodestra. Da Gianmaria Santucci a Chiara Frontini, da Andrea Scaramuccia a Giulio Marini fino ad altri candidati minori.  Un quadro che condannò il centrodestra, che pagò enormemente le divisioni. Nel 2017 a Tarquinia questo non è successo, nonostante lo sparpagliamento dei candidati, grazie anche ad un centrosinistra allo stremo delle forze. Nel 2018 basterà ripetere questo modello nel Capoluogo?

Un altro tema su cui ragionare è quello della presenza dei partiti alle elezioni. Se, come abbiamo spiegato più volte, i partiti erano sparpagliati su più candidati, il dato che si registra è anche l’assenza dei partiti stessi dalle competizioni. Soprattutto a destra. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle erano gli unici presenti, di fatto, a Tarquinia. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini invece non c’erano. Il centrodestra, per farsi votare, deve nascondersi o ci metterà la faccia? 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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