“La léngua vitorbese”, Lazzari (Fondazione Carivit) proclama i vincitori (video). Edizione dedicata a Ostelvio Celestini
Ostelvio-Celestini-e-Marco-Lazzari
800 Confartigianato
VITERBO - Terza edizione per l'iniziativa che punta a sostenere la diffusione e la conoscenza del dialetto viterbese.

VITERBO – “È dall’anno scolastico 2017-2018 che la Fondazione Carivit ha supportato, patrocinato e finanziato il progetto “La léngua vitorbese”, concorso a premi per la miglior poesia in dialetto locale diretto alle scuole primarie del capoluogo e ai poeti locali senza limiti d’età – queste le parole scelte dal presidente della Fondazione Carivit Marzo Lazzari per la proclamazione dei vincitori di questa terza edizione – .

Il dialetto locale rappresenta da sempre un elemento identificativo di un territorio, ovvero una delle modalità con la quale una comunità si riconosce. Un senso di appartenenza troppo spesso abbandonato a favore di neologismi che tendono ad uniformare comportamenti e descrizioni ormai troppo comuni. Ma se da un lato tali omogeneità possono consentire una migliore capacità di comunicazione, dall’altro non possono costituire la motivazione per l’abbandono di una tradizione, orale e scritta, che tramandandosi nel tempo ne rappresenta la completa manifestazione.

Anche quest’anno l’Ente che mi onoro di rappresentare non ha voluto far mancare il proprio sostegno alla pregevole iniziativa nata da un’idea dell’associazione delle Comunità narranti e della Banda del racconto in sinergia con Tuscia Dialettale e realizzata con il contributo del professor Antonello Ricci, di Marco D’Aureli curatore delle pubblicazioni connesse all’iniziativa, e dei membri della giuria: Franco Giuliani presidente di Tuscia Dialettale, Massimo Mecarini presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, dall’attore e regista Pietro Benedetti, e dal decano della poesia dialettale viterbese Ostelvio Celestini venuto a mancare, purtroppo, appena pochi giorni fa. Il concorso si svolge anche sotto il patrocinio morale del Comune di Viterbo.

Un premio che, nella sua articolazione, costituisce un vero legame tra coloro che rappresentano l’attualità della lingua e delle tradizioni locali e gli studenti delle scuole primarie del capoluogo, cui è demandata, anche grazie alla collaborazione delle loro famiglie e dei loro insegnanti, il compito della conservazione. Un incontro dal quale sono sempre scaturiti risultati eccellenti tali da decretare il successo dell’iniziativa. Componimenti che rappresentano autentici frammenti di vita secondo un copione scritto da una quotidianità alla quale siamo tutti profondamente legali nel solco tracciato da Emilio Maggini, Edilio Mecarini, Enrico Canevari ed oggi da Ostelvio Celestini, riconosciuti primari esponenti della poesia dialettale viterbese.

Ringrazio tutti per l’impegno profuso per la realizzazione dell’iniziativa, ma il nostro ringraziamento va indistintamente a tutti coloro che hanno partecipato: i piccoli studenti e i rispettivi insegnanti delle scuole primarie Volta, Concetti, Grandori e Canevari, i poeti senza limiti d’età, ovvero tutti coloro che con passione ed entusiasmo si sono cimentati nella stesura dei loro sentimenti e delle loro sensazioni in forma dialettale.

La terza edizione del premio si è concentrata sulla figura di Enrico Canevari, le cui poesie, parimenti a quelle composte da tutti i partecipanti, formano due volumi pubblicati dall’editore Davide Ghaleb nella collana “La banda del racconto” che si aggiungono a quelli delle due edizioni precedenti, completando quindi il riconoscimento espresso agli esponenti della poesia dialettale viterbese. È però questa una edizione un po’ particolare, eccomi infatti qui solo nella sala conferenze di palazzo Brugiotti, luogo che nelle intenzioni era destinato ad accogliervi tutti in una intensa cerimonia, sì, di premiazione, ma forse ancor di più di ritrovo, di aggregazione, di contatto, cosa che purtroppo l’emergenza Coronavirus ci ha negato. Dobbiamo però adattarci alla nuova condizione, cerchiamo di trarre da essa le migliori opportunità per noi stessi e per gli altri, e soprattutto seguiamo le indicazioni che ci vengono date al fine di superare il difficile momento.

Un sentito ringraziamento a nome della Fondazione Carivit a tutti coloro che hanno contributo al successo dell’iniziativa tesa al recupero, promozione e trasmissione di un importante valore della nostra identità.

Purtroppo, come dicevo, pochi giorni fa è venuto a mancare Ostelvio Celestini: una figura di rilievo nel mondo della poesia dialettale viterbese, autore di eccellenti componenti in grado di rappresentare la viterbesità in ogni sua manifestazione. Alla inaugurazione della sua mostra presso i locali del Museo della ceramica della Tuscia è legata la mia prima presenza pubblica nel ruolo di presidente della Fondazione. Un importante ricordo, così come per me sono state importanti le opinioni che in ogni incontro ci scambiavamo. A nome della Fondazione e mio personale un abbraccio alla famiglia. A lui è dedicata questa III edizione del premio”.

 

 

GRADUATORIA BANDO PER LE SCUOLE

1° classificata la poesia Santa Rosa di Mirco Ginanneschi – Scuola primaria “Canevari”

2° classificata la poesia Frisigello ‘l giullare di Federica Grattarola, Silvia Colucci, Riccardo Corigliano, Ibi Rey, Penelope Turchetti – Scuola primaria “Grandori”

3° ex aequo poesia classificata ‘Na fiiarella di Elvira Ascenzi – Scuola primaria “Concetti”

3° ex aequo poesia classificata Passeggiata semiseria pe’ Viterbo – classe V sez. B – Scuola primaria “Volta”

Menzione speciale ‘Na santa ma ‘l core di Hudda Afzaly e Sofia Cioffi – Scuola Primaria “Grandori”

Menzione speciale Li tijji dil giardino di Maria Giorno Felice e Stefania Lastrico – Scuola primaria “Canevari”

Menzione speciale ‘L Bullicame di Giorgia Mastrocola – Scuola primaria “Volta”

Menzione speciale Alfio Pannega di Sole Coletta – Scuola primaria “Concetti”

GRADUATORIA BANDO SENZA LIMITI DI ETA’

1° classificata la poesia La ‘Ngelinetta di Adriana Santoni

2° classificata la poesia La’ pe’ Viterbo di Maria Grazia Landi

3° ex aequo classificata la poesia La muntura di Anna Maria Stefanini

3° ex aequo classificata la poesia L’orologgio de piazza del cummune di Ivana Mattei

Menzione speciale La chiesa dil Giesù di Renato Cavallo

Menzione speciale Funtane de Viterbo di Loretta Bacci

Stati Generali 02 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Onda
asvis 2
TdP_Inalazioni
domenicale post
POST FB 02
Fune 300x300
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600