
VITERBO – All’inizio erano un piccolo drappello di “barbari sognanti”. Il loro rito era vedersi in un noto ristorante viterbese, intorno a una Carbonara. Si dice la più buona in assoluto. In dieci anni, grazie all’esplosione del fenomeno Salvini, sono diventati un qualcosa che somiglia molto al Milan di Sacchi.
Una squadra che vince sempre, trita il campo e porta a casa i risultati. La metafora piacerà molto “al capitano”, quel Salvini che è stratifoso del “vecchio diavolo”. Meno ai “forzisti” che non gradiranno l’accostamento. Sta di fatto che la Lega etrusca veleggia in acque con un consenso sopra al 40%, totalizzando una performance migliore di tanti posti del profondo Nord.
Non sappiamo se il senatore Fusco sia paragonabile a Van Basten ma effettivamente quando mira un risultato politico oggi ha la forza di perseguirlo e portarlo a casa. L’hanno dimostrato i casi Civita Castellana e Tarquinia. Il tutto, in buona sostanza, anche a dispetto dell’unità della storica coalizione di centrodestra. A Civita la Lega vince con Fratelli d’Italia ma senza Forza Italia, a Tarquinia vince da sola.
Non sappiamo se Contardo abbia le treccine come Gullit, anche perché da buon interista poco le gradirebbe, ma a Civita si è messo al fianco di Caprioli e non ha sbagliato e a Viterbo smista palloni importanti. Ieri l’assist che ha portato in giunta Ludovica Salcini.
Le vittorie in politica rafforzano, così come “chi perde è morto”. Da qui la Lega ha davanti a sé, anche nel Viterbese, un periodo che ha tutti i contorni per passare alla storia come leggendario. Come quello del Milan di Sacchi.


















