
VITERBO – Riflettori sulla Lega, dalla grandezza del risultato che otterrà il 26 maggio nelle urne dipendono tante cose del suo destino. Il quadro, rispetto a qualche mese fa, risulta in fase di cambiamento. Il forte vento Salvini sembra attraversare un momento di stanca e nell’elettorato certi bisogni, tipo il mettere fine agli sbarchi ritenuti “fuori controllo” da percentuali molto alte della popolazione, sono stati placati e subito riempiti da altri.
Nel territorio di Tuscia la Lega è cresciuta tantissimo. Tanto e rapidamente, due fattori che in genere cozzano con la qualità di chi ci si imbarca. E proprio le amministrative del 26 maggio daranno la fotografia plastica di questo aspetto. Perché a livello locale chi sono i volti e le mani che rappresentano un partito contano e gli elettori sono difficilmente disposti a votare un proprio concittadino che poco li ispira perché dietro c’è il faccione di Salvini.
In buona sostanza le elezioni amministrative sono il banco di prova per vedere come la Lega ha riempito il vuoto politico presente sui territori. Se bene allora è destinata a crescere ancora, se con altro “vuoto” allora assisteremo al lento declino.
Ma c’è un altro fattore in ballo: il clima da resa dei conti tra Carroccio e alleati storici. Emerso perfettamente con la vicenda del rinnovo del cda Talete. Una storia che è destinata ad avere ripercussioni serie là dove il Carroccio è in alleanza con quei partiti di centrodestra che pur di escludere i verdi da quel cda hanno fatto l’accordo con il Partito Democratico. E un simile accordo molto probabilmente sarà servito a Palazzo Gentili e si cercherà di concretizzarlo a Palazzo dei Priori. Tutti contro la Lega, per dirlo in maniera chiara.
Un po’ come a livello nazionale, dove proprio per questo il vento di Salvini sembra diventare ogni giorno meno forte. Una sensazione che deve trovare riscontro o meno nelle urne. Ma una sensazione che emerge in maniera piuttosto chiara.


















