Oggi la Jane's Walk per rispondere alla domanda: quanto sono importanti i marciapiedi? L'appuntamento per la risposta è a Santa Barbara
Jane's Walk
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Cantieri d'Arte e Laboratorio Urbano Quotidiano organizzano la Jane's Walk, ovvero una passeggiata alla scoperta di nuovi punti di vista per guardare alla città.

Dopo il successo della prima fase, oggi pomeriggio chiude la nona edizione di Cantieri d’Arte. In programma c’è la Jane’s Walk, ovvero una passeggiata organizzata insieme a Laboratorio Urbano Quotidiano, inserita all’interno del programma di eventi su arte contemporanea e spazio pubblico. A partire dalle 16.30, la passeggiata nel quartiere di Santa Barbara dal titolo “Il balletto sul marciapiede”: una conversazione a piedi tra le strade di Santa Barbara, alla scoperta di nuovi punti di vista per guardare alla città. L’appuntamento è per quell’ora nel piazzale degli Etruschi.

Partendo dalla considerazione che la città è un fatto fisico che va osservato e vissuto, il Laboratorio proporrà di intraprendere una indagine conoscitiva attraverso una delle tante parti di città contemporanea di Viterbo, il quartiere di Santa Barbara. Si cercherà così di rispondere alle domande: Quanto sono importanti i marciapiedi lungo le strade? Sono davvero indispensabili? O c’è qualcosa di più importante di cui non potremmo fare a meno? Come e dove si svolge la vita negli spazi pubblici di Santa Barbara?

La passeggiata è una delle tante che si svolgeranno nel mondo in occasione della giornata della Jane’s Walk, un festival globale che onora la memoria di Jane Jacobs (1916-2006), un’urbanista e attivista i cui scritti ispirano alla costruzione
della città attraverso un approccio innovativo e basato sulle comunità. Il progetto, iniziato nel 2006 da un gruppo di volontari di Toronto, città di adozione della Jacobs, si è diffuso in tutto il mondo e nel 2015 per la prima volta si svolgerà anche a Roma e a Viterbo (in tutto il mondo saranno 18o le città). Mira a diffondere le idee della Jacobs tramite camminate che permettono ai partecipanti di conoscere meglio un angolo della loro città e incontrare altre persone interessate a riflettere sull’interrelazione fra il benessere dei luoghi e di chi li frequenta.

Cantieri d’Arte promuove in maniera ciclica una serie di azioni e progetti volti a focalizzare l’attenzione sulla relazione tra pratiche artistiche, spazio pubblico e cittadinanza attraverso mostre, camminate, conferenze e residenze artistiche. Questa
edizione segna una nuova configurazione del progetto Cantieri d’Arte che diventa laboratorio di ibridazione tra pratiche urbane ed artistiche, in collaborazione con il Laboratorio Urbano Quotidiano. Sono partner Arci Viterbo, Fai – Delegazione di Viterbo, Biennale dello Spazio Pubblico, Provincia di Viterbo, Regione Lazio, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Viterbo.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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