La guerra dell'erba (tra politica e realtà). Romoli e Frontini parlano d'emergenza e corrono ai ripari mentre Micci (Lega) bacchetta la sindaca
Foto erba alta
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C'è una bella e buona guerra dell'erba nelle istituzioni viterbesi. La situazione è sfuggita di mano e chi guida Provincia e comune capoluogo sta spingendo sull'acceleratore con ogni mezzo. Micci accende la polemica contro la sindaca.

VITERBO – Guerra all’erba nella Tuscia, il presidente della Provincia Romoli fa un piano per fronteggiare l’emergenza e mette in campo nuove risorse. La sindaca Frontini firma l’ordinanza che chiama in causa negli sfalci anche la Protezione Civile. Poi arriva Andrea Micci, consigliere d’opposizione della Lega che “bacchetta” la sindaca.

“Una primavera particolarmente piovosa e soleggiata ha favorito una crescita eccezionale della vegetazione lungo le strade provinciali. Di fronte a questa situazione straordinaria, la provincia di Viterbo si è attivata con tempestività, mettendo in campo un piano straordinario di sfalcio dell’erba che coinvolge l’intero territorio.

La rete viaria provinciale si estende per circa 1.200 chilometri, che diventano 2.400 considerando entrambi i lati da trattare. Un intervento di grande portata, che richiede organizzazione, risorse e tempestività.

Già dai primi giorni di aprile, l’amministrazione ha deciso di prorogare i contratti in essere con le ditte incaricate, così da garantire continuità operativa in attesa della conclusione delle nuove procedure di affidamento. Parallelamente, è stato mobilitato tutto il personale interno con i mezzi disponibili, in modo da procedere con gli interventi su più fronti contemporaneamente.

Ad oggi, si stima che circa il 60% delle aree interessate sia stato già coperto. I lavori proseguono senza sosta con l’obiettivo di completare quanto prima l’intero piano, assicurando condizioni di sicurezza e decoro lungo tutta la viabilità provinciale”. Questo il testo di una nota di Palazzo Gentili.

“Ci siamo trovati di fronte a un’anomalia climatica che ha determinato una crescita vegetativa fuori scala – dichiara il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli -. Abbiamo reagito subito, con senso di responsabilità e organizzazione, attivando ogni risorsa disponibile per garantire interventi rapidi, efficaci e diffusi su tutto il territorio. Il nostro impegno è massimo per rispondere alle esigenze dei cittadini e dei comuni, tutelando la sicurezza stradale e il decoro degli spazi pubblici”.

Sulla questione del capoluogo interviene il consigliere della Lega a Palazzo dei Priori Andrea Micci: “La sindaca “ordina” ai volontari della Protezione civile di andare a tagliare l’erba, con l’ordinanza sindacale del 16 maggio, fronteggiando quella che oramai è diventata un’emergenza “solo” per l’incapacità di questa amministrazione di programmare in tempi e risorse adeguate un servizio essenziale.Pensavamo di averle viste tutte, ma con questa sindaca al peggio non c’è mai fine. Non esiste cambiamento climatico, né diluvio universale che giustifichi lo stato in cui è ridotto il verde. L’unica calamità naturale per questa città è l’avvento di Frontini e la sua maggioranza alla guida di palazzo dei Priori.

Chiedo alla sindaca se corrisponde al vero che è stato chiesto ai volontari di andare a fare quello che l’assessorato al verde evidentemente non è riuscito a gestire per impedire che la città si trasformasse in una colossale giungla equatoriale all’arrivo dell’estate, esponendo i cittadini a rischi di vario genere.

In caso di risposta affermativa, ci dica anche con quali mezzi e con quali titoli abilitativi dovrebbero farlo, perché non credo che tra le funzioni della protezione civile ci sia pure quella del taglio dell’erba alta. Così come non credo che i volontari abbiano gli strumenti necessari, i corsi formativi o le patenti. Inoltre, con quali fondi l’amministrazione intenderebbe supportare le associazioni? Anche i costi saranno a carico dei volontari? Mi chiedo poi, se non sia il caso di ricordare quella promessa fatta all’insediamento in consiglio comunale, cioè di dimettersi tutti quanti se non si fossero dimostrati in grado di gestire questa città. Forse è il caso di iniziare a pensarci seriamente.

Da cittadino viterbese mi piange veramente il cuore nel vedere la città ridotta in queste condizioni e ancor più mi rammarico che i nostri volontari dovrebbero sacrificarsi al punto di andare a sfalciare l’erba per risolvere i problemi creati dall’incapacità di questa giunta, che mi pare, al momento, l’unica vera emergenza di questa città”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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