La "guerra" dei treni, Panunzi Romoli e Frontini a Tiburtina tra i pendolari
Enrico Panunzi sul treno regionale veloce
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"Una tratta che dovrebbe unire due città vicine si è trasformata in un viaggio a ostacoli, lungo ore. E rischia di andare anche peggio se verrà confermata l’esclusione dei treni regionali dalla Direttissima a partire dal 1° gennaio 2026 – o, peggio, già da dicembre 2025".

ROMA – Guarda chi c’è sul binario e poi sul treno! Il consigliere regionale Enrico Panunzi, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e la sindaca del capoluogo Chiara Frontini tra i pendolari viterbesi che ogni giorno fanno la spola con la capitale. Ieri pomeriggio i viaggiatori abituali hanno dato vita a un’iniziativa, coordinata dal Comitato Pendolari Orte, alla stazione Roma Tiburtina.

E chi si è andato a unirsi a loro ha trovato anche il consigliere regionale, il presidente della Provincia e la sindaca di Viterbo. Dei tre Panunzi ha anche inviato una nota alla stampa.

“Ho partecipato all’iniziativa promossa dal Comitato Pendolari Orte alla stazione di Roma Tiburtina per toccare con mano i disagi quotidiani che vivono migliaia di persone”. Così il consigliere regionale viterbese del Partito Democratico.

“Il treno delle 17:30, diretto a Orte e teoricamente il più veloce – 30 minuti di percorrenza sulla Direttissima – è diventato inutilizzabile: carrozze stracolme, aria condizionata assente, condizioni da carro bestiame. Salire è praticamente impossibile – racconta il consigliere -.

Chi resta a terra è costretto ad aspettare il treno successivo delle 17:36 – oggi partito alle 17:45 – che percorre però la linea lenta. Un treno che la Regione Lazio paga come “regionale veloce”, ma che impiega un’ora per arrivare a Orte. E da lì, per chi è diretto a Viterbo, inizia un’altra odissea: la coincidenza con gli autobus sostitutivi, con ulteriori ritardi e disagi.

Una tratta che dovrebbe unire due città vicine si è trasformata in un viaggio a ostacoli, lungo ore. E rischia di andare anche peggio se verrà confermata l’esclusione dei treni regionali dalla Direttissima a partire dal 1° gennaio 2026 – o, peggio, già da dicembre 2025.

Per questo ho presentato un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio regionale del Lazio: servono risposte immediate e concrete. La Regione deve chiedere all’Autorità di Regolazione dei Trasporti una proroga di almeno un anno all’entrata in vigore della delibera che limita l’accesso alla Direttissima ai soli treni in grado di viaggiare oltre i 200 km/h. Questo tempo è necessario per consentire la consegna e la messa in servizio dei quattro nuovi convogli già acquistati dalla Regione, progettati proprio per viaggiare su quella tratta.

Senza questa proroga, si rischia di penalizzare ulteriormente un territorio che ha già subito abbastanza. I pendolari, gli studenti e i lavoratori meritano rispetto, non promesse”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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