VITERBO – In scena la “guerra dei due Buzzi”. Quinta scenica della battaglia Palazzo dei Priori. Protagonisti Buzzi Luigi Maria, al secolo segretario comunale Viterbo di Fratelli d’Italia e Francesco Buzzi, consigliere Viterbo2020. Remake in salsa gialloblu della più celebre, e lontana nel tempo, “guerra delle due rose”. Anche lì c’era un trono, uno scranno, di mezzo: quello d’Inghilterra. Anche lì erano due le fazioni: i Lancaster e gli York.
A giocare il ruolo dei Lancaster a Viterbo è il Buzzi Francesco, perché difende la corona frontiniana. A sfidarla il Buzzi Luigi, nel ruolo di York. E proprio come allora il novello duca di York, oggi più modestamente segretario di Fratelli d’Italia, contesta apertamente l’opportunità del governo lancasteriano, pardon frontiniano.
Così Franceschino Buzzi ha “sbroccato” e nel giorno del Signore, domenica 9 marzo, ha dato fuoco alle polveri dei comunicati stampa e ne ha fatto partire uno che tanto è sembrato somigliare a una bombarda. “L’amministrazione Frontini sta risolvendo i problemi che i politici di professione hanno lasciato sulle spalle della comunità viterbese”. Questa la prima scheggia.
“Chi ha messo in ginocchio la città oggi tenta di travisare una realtà che è sotto gli occhi di tutti”, ecco esplodere la seconda. “I partiti politici che hanno sempre governato Viterbo hanno lasciato alla nostra comunità una serie di problemi irrisolti, molti dei quali creati da loro stessi che l’amministrazione guidata dalla sindaca Chiara Frontini ha cominciato ad affrontare e risolvere con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”, la terza granata.
Poi gli archibugieri puntano sulla Regione: “La città di Viterbo vede ciò che la politica fa finta di non vedere: Monterazzano trasformata in discarica del Lazio, lo smembramento dell’Istituto Carmine, la mancanza di collegamenti ferroviari e stradali veloci per Roma […] Tutti danni compiuti dagli stessi politici che oggi tentano in tutti i modi di raccontare una storia diversa della realtà”.
Insomma Franceschino Buzzi mena duro. Lo fa a poche ore da una fucilata a mezzo stampa tirata dal consigliere di minoranza della Lega Andrea Micci dove accusa Frontini “di essersi chiusa nel suo castello dorato”. Ma difficilmente l’artiglieria di Franceschino era puntata sul Carroccio. Troppo debole la Lega di Micci, ragazzo con un potenziale confinato purtroppo per lui in un partito sempre più piccolo, per attivare tanto dispiego di artiglieria paroliera. E allora gli esperti di tattica militare possono ragionevolmente individuare il vero obiettivo nell’altro Buzzi, quello accampato con Fratelli d’Italia. Sì perché Buzzi un peso forte ce l’ha e bersaglia duramente e in maniera continua l’accampamento frontiniano.
Come non tenere a mente il congresso di fine febbraio dove è stato acclamato segretario comunale e le sue parole al burro e habenero: “L’attuale amministrazione ha fallito e non ha giustificazioni. Potendo contare su grandissime risorse messe a disposizione da una filiera istituzionale a tutti i livelli, dalla Regione al governo, fino al parlamento europeo. Dobbiamo riappropriarci di una politica sana, forte e rappresentativa, che risponda ai veri bisogni delle persone e capace di portare progresso sul territorio”. E sicuramente Buzzi (Luigi) è una delle voci più critiche sull’attuale governo di Palazzo dei Priori. Insomma “la guerra dei due Buzzi” è in tavola.




















