
“Lì sotto c’era il mi fijo Lorenzo e tutti l’altri ragazzi, strappai il microfono così, dalle mani di Socrate Sensi. Allora era il costruttore a guidare la Macchina, poi è venuto il capofacchino. Strappai il microfono dicevo, “non è successo niente”, gridai. C’era bisogno di rassicurare tutti i facchini, impauriti per quello che stava accadendo. Così siamo riusciti a sistemare la cosa”.
Queste sono le parole di Nello Celestini. Eravamo andati da lui, io e Simone Carletti, per fare delle registrazioni. Intorno a noi le mura della casa del Pilastro, a una metrata dal tavolino i modellini delle Macchine di Santa Rosa. Il silenzio rotto dalla voce già tremolante di Nello e quel racconto del trasporto del tre settembre 1986 che viene fuori parola dopo parola.
La Macchina venne posata come sempre davanti la basilica, il peggio evitato. Quello è forse uno dei momenti in cui la grandezza di Nello Celestini è venuta fuori meglio. Sulla storia di quella notte lo scorso anno Maurizio Pinna ha scritto un libro ‘3 settembre 1986, tutti salvi sotto la Macchina’, che invitiamo a leggere.
Abbiamo deciso di riproporre il filmato di quei minuti. Le riprese furono effettuate da Gianni Ricci, il commento è di Gianluca Zappa. E’ il nostro omaggio a Nello, cui è dedicato il trasporto 2015, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere da vicino e che non dimenticheremo.
E’ il nostro omaggio al Sodalizio dei facchini, continuatori di una grande storia e tradizione. Custodi di una fede inspiegabile e forse per alcuni anche incomprensibile, ma fuori da ogni dubbio grande. “Dateje”, come si usa dire. Buon trasporto.


















