La grande incognita dei villaggi di Natale nella Tuscia
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VITERBO - Intanto in diversi comuni della Tuscia le amministrazioni sono al lavoro per ragionare sulla possibilità di realizzare i tradizionali presepi viventi, ipotizzando soluzioni ridotte. 

VITERBO – Un Natale col punto interrogativo anche sul fronte dei villaggi di Natale. Lo scorso anno il Viterbese ne aveva ospitati ben due: uno nel capoluogo e l’altro a Sutri. Al momento invece non c’è nulla di definito all’orizzonte. 

Sui social del Caffeina Christmas Village e del Viterbo Christmas Village la luce è spenta, rimangono i post di saluto e ringraziamento dello scorso gennaio. 

L’incognita del Covid-19 tiene tutto bloccato. Le amministrazioni comunali hanno un quadro molto incerto davanti. Gli imprenditori temono di improntare investimenti che poi potrebbero fare fatica a recuperare. Hanno paura di margini di guadagno bassi e i conti da fare quadrare, in caso di realizzazione delle attrazioni, sarebbero molto più complessi degli anni passati perché dovrebbero confrontarsi con il rispetto di tutte le disposizioni anti Covid-19.

Intanto in diversi comuni della Tuscia le amministrazioni sono al lavoro per ragionare sulla possibilità di realizzare i tradizionali presepi viventi, ipotizzando soluzioni ridotte. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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