LA GIORNATA
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Gli Stati Generali La Fune
Viterbo torna azzurra, come ai tempi dell'invincibile armata dei berluscones. Lì, in quel ventennio, tutto in terra di Tuscia era tinto d'azzurro e solo Dio sa quanti viterbesi comparivano nel video della stranota canzone "menomale che Silvio c'è". 

LA GIORNATA – La notizia di oggi arriva domani. O meglio già c’è ma deve ancora accadere. Viterbo torna azzurra, come ai tempi dell’invincibile armata dei berluscones. Lì, in quel ventennio, tutto in terra di Tuscia era tinto d’azzurro e solo Dio sa quanti viterbesi comparivano nel video della stranota canzone “menomale che Silvio c’è”.

Viterbo berlusconiana, con l’apice toccato nella campagna elettorale che segnò l’incipit dell’era Marini a Palazzo dei Priori, con tanto di Silvio (sì proprio lì) venuto a riempire il palazzetto e ad alzare il braccio in segno di vittoria a un Giulio Marini visibilmente commosso. Questo venerdì 27 i forzisti si riprendono il capoluogo della Tuscia. Lo fanno con la loro scuola di politica. A salutarli, questa è cortesia istituzionale ma anche fatto su cui aguzzare lo sguardo, quella Chiara Frontini che ha conquistato da civica il comune capoluogo. Si può essere civici per sempre? Questa la domanda che da più parti si inizia a sentire.

Intanto lei andrà lì, così come andò proprio all’ultimo saluto al leader maximo a Milano (quanti altri viterbesi possono dire “io c’ero”?). Saluterà Stefania Craxi e aprirà in qualche modo, da sindaca, i lavori della scuola politica di Forza Italia. La cosa è un po’ passata in sordina ma la notizia della giornata sembra proprio essere questa. Poi certo bisognerà vedere. Se son fiori fioriranno.

Il tutto a un tiro di fucile dal referendum, con la poltrona di The Donald che dall’altra parte dell’Oceano scricchiola parecchio (ricordate l’effetto farfalla?) e con una scena politica viterbese piena solo di terze, quarte e quinte file dei partiti visto che “i papaveri” locali hanno tutti fiorito sui campi di Roma. Già Roma. Qualcosa ci dice che la prossima partita sul capoluogo sarà chiusa lì. Più che mai, con tanti colli che dovranno piegarsi. “Obtorti” naturalmente ma pur sempre piegati.

E’ il giorno della notizia che anche a Viterbo nascerà un giardino giapponese. Sarà all’Orto Botanico e i bambini delle scuole locali sono chiamati a dare un contributo. Intanto la cronaca serve sulle tavole nostrane l’amaro piatto dell’ennesima, al momento ancora presunta, truffa a un’anziana. E poi c’è un uomo che al Pilastro ha molestato una donna e all’arrivo dei carabinieri vicino a lui c’erano due motoseghe. Bizzarrie brutte. Come quella che rischia che si muove sulla proposta di legge Brambilla per la difesa di cavalli e asini e che rischia di mandare fuori gioco anche la bellissima Tonna civitonica. Fa notizia anche la Biblioteca con Pelliccia che “incassa” i complimenti di Aronne per il progetto del polo unico a Palazzo Santoro. Chissà se oltre alle belle parole arriveranno anche i soldi per farlo?

Un giovedì, questo del 26 febbraio 2026, che somiglia molto a un giro di giostra.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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