LA GIORNATA
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Il 21 e 28 febbraio nel centro storico si avrà un evento per richiamare persone dal titolo 'Un bacio a Viterbo'. Invitiamo i viterbesi a farsi vivi naturalmente perché siamo amici del centro storico e vogliamo vederlo rifiorire.

LA GIORNATA – L’ora gratis di parcheggio al Sacrario per incentivare le presenze in centro ha incassato in questi primi tre mesi di sperimentazione un risultato modesto. Su 42mila ticket da un’ora fatti stampare da Palazzo dei Priori ne sono stati ritirati dai commercianti 18mila, quindi meno del 50%, e di questi utilizzati 2733, quindi poco più del 10% dei ritirati.

Facendo gli ermetici possiamo tirare una riga e sentenziare come l’azione voluta dalla sindaca Chiara Frontini abbia riscontrato un gradimento di appena qualche punto percentuale (intorno al 6%). Un’iniziativa che appena nata è già ridotta a carcassa, buona per fare volteggiare gli avvoltoi della critica demagogica. E magari oggi criticano quelli che ieri si spellavano le corde vocali per chiedere parcheggi gratis. Da ridere.

Insegnamento da trarre? La demagogia non è la leva per risollevare le sorti del centro storico. E sempre sul cuore della città si apre una seconda prova del nove. Questa volta i riflettori sono su Spazio Viterbo e la manager Martina Campanella. Il 21 e 28 febbraio nel centro storico si avrà un evento per richiamare persone dal titolo ‘Un bacio a Viterbo’. Invitiamo i viterbesi a farsi vivi naturalmente perché siamo amici del centro storico e vogliamo vederlo rifiorire. Facciamo tristemente notare però come zero euro siano stati spesi in pubblicità sui giornali locali, importanti nella promozione di questo genere di iniziative perché parlano al capoluogo ma anche alla provincia (quindi al target giusto). La due giorni costa 15mila euro. Ci chiediamo quanto sia stato investito in promozione e, tirando acqua anche al nostro mulino (ma anche a quello di tutti gli altri colleghi), ci permettiamo di suggerire alla venerabile giunta ragionamenti in questa direzione.

Anche perché la comunicazione è ingrediente fondamentale in una ricetta commestibile di rinascita del centro e francamente vedere la pagina Facebook di Spazio Viterbo, miocardio frontiniano della rinascita, con 39 follower e 642 su quella Instagram un po’ ci colpisce. C’è forse qualcosa nella scienza della comunicazione che i nostri maestri non ci hanno insegnato e che ignoriamo? Tutto è possibile.

Avremmo molte altre cose da dire sul tema ma non vogliamo annoiare oggi. Perché è il giorno dove Luca Profili da Bagnoregio lancia l’idea dei prossimi dieci anni parlando di Marchio Tuscia. Il giovane sindaco parte da un racconto sul successo di Civita e arriva a chiedere sponde ad altri comuni per un lavoro turistico di area vasta. Ci sembra la notizia del giorno, con buona pace della concorrenza.

Tiene banco il tema delle buche, con strade che Anas dovrebbe sistemare e che sono da mani nei capelli. Sempre per chi ce l’ha. Sono inoltre giorni in cui tutti parlano di Cime Tempestose, uscito al cinema in veste hollywoodiana. Ma quanti sanno che a Montecalvello, frazione di Viterbo, sono custoditi i disegni che Balthus fece proprio ispirandosi a Cime Tempestose? Pochi, quindi lo abbiamo raccontato.

In questo venerdì 20 febbraio, è tutto. Buona giornata.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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