La giornalista del Tg1 Valentina Bisti a Civita di Bagnoregio per raccontare l'Italia che vale
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BAGNOREGIO - Nello studio televisivo di Unomattina, nei mesi di conduzione del programma, la giornalista ha incontrato un Paese che vale la pena raccontare.

BAGNOREGIO – Valentina Bisti a Civita Luogo del Pensare. Appuntamento con la giornalista del Tg1 questo venerdì 28 agosto alle ore 21.30 in piazza San Donato. La conduttrice di Unomattina racconterà il meglio dell’Italia sulla traccia del libro ‘Tutti i colori dell’Italia che vale’, edito da Rai Libri.

Nello studio televisivo di Unomattina, nei mesi di conduzione del programma, la giornalista ha incontrato un Paese che vale la pena raccontare. Tante storie di persone che, ognuna a suo modo, hanno contribuito a rendere migliore il mondo intorno a loro. Dalle 19,30 la musica di Marcello Balena farà da sottofondo a uno dei luoghi più amato dai flussi turistici nazionali e internazionali.

Civita Luogo del Pensare nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di Bagnoregio, guidata dal sindaco Luca Profili, di dare vita a un’iniziativa di livello in un anno difficile come questo 2020. Tutto ciò per dare un segnale di ripresa e rinascita possibile anche dopo i duri mesi del lockdown. Impegnata nel supporto all’iniziativa Casa Civita, la partecipata del Comune di Bagnoregio a cui è affidata la cura dell’accoglienza turistica con tutti i servizi connessi e la promozione dell’immagine del territorio.

A fare da cornice le attività commerciali e ristorative che rendono bella e viva Civita ogni giorno dell’anno. Sarà presente in piazza anche la libreria di Bagnoregio Novarea che renderà possibile il firma copie con gli autori. Partner dell’iniziativa Associazione Juppiter, Bartoloni Arredamenti e Tappezzeria Pistoni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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