La Fune lancia 'Referendum Week' ma si schiera per il no al taglio dei parlamentari
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VITERBO - Nella settimana che precede il referendum daremo vita a Referendum Week. Pubblicheremo una serie di interviste di rappresentanti politici di diversi schieramenti per raccogliere le tesi del sì e quelle del no. Sperando di riuscire ad andare oltre gli slogan.

VITERBO – Referendum 2020 per il taglio dei parlamentari, il momento delle urne si avvicina. I cittadini italiani infatti saranno chiamati a votare il 20 e 21 settembre. In queste ore il consigliere comunale a Palazzo dei Priori per il Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti ha inviato una lettera a La Fune, così come agli altri giornali del territorio, dove chiede maggiore informazione da dare ai viterbesi sul quesito referendario. 

Condividiamo la richiesta del consigliere e annunciamo un’iniziativa che in realtà avevamo pensato indipendentemente dalla lettera stessa ma che trova in quanto scritto da Erbetti maggiore forza. L’informazione è la base della democrazia ed è importante andare al di là degli slogan ideologici dei vari schieramenti. Nella settimana che precede il referendum daremo vita a Referendum Week. Pubblicheremo una serie di interviste di rappresentanti politici di diversi schieramenti per raccogliere le tesi del sì e quelle del no. Sperando di riuscire ad andare oltre gli slogan.

Il consigliere Erbetti, con cui abbiamo da sempre un rapporto di confronto e scambio schietto e leale, chiede oltre all’informazione anche l’imparzialità. La struttura di Referendum Week rispetterà ovviamente i criteri di imparzialità. La linea editoriale del giornale invece seguirà un’altra direzione. Non intendiamo rimarcare la linea della “libertà di coscienza” perché riteniamo nell’interesse del Paese sostenere il fronte del no. 

Questo anche, ovviamente, fa parte della democrazia e della libertà d’informazione. Che non va confusa con l’essere asettici e che invece si sostanzia di un altro elemento centrale nei sistemi democratici come la trasparenza. La Fune ritiene che il voto migliore, in questo passaggio referendario, sia il no. Non crediamo infatti che il taglio dei parlamentari possa determinare alcun beneficio al Paese e alla vita democratica dello stesso. Non riteniamo che il sistema di rappresentanza dei territori disegnato dai padri costituenti possa essere migliorato da una banale sforbiciata nella furia finta e iconoclastica della lotta alla casta. L’idea stessa del Parlamento come luogo della casta non ci appartiene e la rifiutiamo categoricamente. Il Parlamento è un luogo sacro, anche quando la qualità di chi vi siede non è delle migliori. Ma su questo hanno colpa in primis i partiti che costruiscono certe candidature e in virtù di sistemi elettorali che sempre più hanno estromesso i cittadini dalla vera scelta concretizzano degli aborti elettorali. Il taglio non risolverà niente, i ridicoli risparmi (per i bilancio di uno stato) non permetteranno di fare niente.

La cosa che rischia di accadere invece con il taglio è la riduzione della rappresentatività dei territori meno popolosi. Il Viterbese è uno di questi. Questo ha un effetto immediato sui territori: rischiare di non essere più rappresentati. Poi c’è un secondo, più nefasto effetto, sulla politica locale. Fino a oggi tante persone, anche di valore, si sono interessati alla difficile politica locale anche coltivando il sogno di poter arrivare, attraverso questa, ad entrare in Parlamento. Molti hanno intrapreso l’avventura di sindaco anche sotto la spinta di un sogno del genere. Chiudendo quella prospettiva di uno sbarco in Parlamento c’è il rischio che sempre meno persone, specie quelle con più qualità, decidano di non avventurarsi nella politica locale. Questa ci sembra la vera dannazione che il taglio dei parlamentari può innescare. Ne parliamo a ragione veduta. Avendo ascoltato le presenti riflessioni da diversi bravi amministratori locali. Da qui, dal rischio di un aumento del degrado della politica locale e dei suoi protagonisti, trae forza il nostro convinto invito a votare no al prossimo referendum.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

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