
VITERBO – 20 gennaio 1920 – 20 gennaio 2020, esattamente cento anni fa nasceva a Rimini il grande Federico Fellini. Genio immortale del cinema italiano, regista di capolavori assoluti quali “La strada”, “La dolce vita”, “Otto e mezzo”, “Le notti di Cabiria”, “Amarcord”, “I vitelloni”.
Quattro oscar come miglior film straniero, tre oscar nelle sezioni ”minori”, un oscar alla carriera. Il regista italiano più premiato di sempre oltreoceano.
La figura di Fellini è indissolubilmente legata alla città di Viterbo. Città che lo ha sempre affascinato divenendo set cinematografico (come ad esempio piazza delle Erbe nel film “I vitelloni”) o di cui ne ha riprodotto artificialmente le bellezze architettoniche (come quando, nel film “Amarcord” fece riprodurre negli studi di Cinecittà il pulpito di Tommaso d’Aquino della chiesa di Santa Maria Nuova).
L’amore di Fellini per Viterbo emerge anche da un’intervista del 1959 su “Epoca” in cui il grande regista, parla della città dei papi: “Viterbo per me significava il ritorno alla provincia: le sue strade con la gente che cammina nell’aria intorpidita, i negozi che espongono verso le vetrine oggetti e cose che non si trovano più in città, quell’aperto oziare che non è mai vuoto, è sempre pieno di echi dolcissimi, quel senso della città antichissima, borghese e aristocratica, così misteriosamente italiana […]Viterbo restituiva a un sapore d’infanzia. Viterbo mi faceva capire Roma e me la riconsegnava filtrata già nella memoria. A Viterbo ci sono le fontane, i vecchi alberghi con dentro le luci accese, nell’ombra, anche di giorno (una frescura meravigliosa d’estate) e le campane che battono come risuonassero dentro casa: tre cose che mi hanno sempre dato angoscia, ma anche dolcezza: come se mi mescolassero più intimamente a tutti gli echi che mi porto dentro. E che cosa si può desiderare di più da una città, che altro motivo si deve avere per amarla profondamente?”.
Crediamo che tutti questi elementi possano far capire con quanta passione e con quanta nostalgia il Maestro amasse la nostra città.
Per tutti questi motivi La Fune ha deciso di lanciare l’iniziativa: “Fellini 1920-2020. Viterbo e il genio immortale” e invita l’amministrazione nella figura del sindaco Giovanni Arena e dell’ assessore alla cultura Marco De Carolis a celebrare il centenario della nascita del più grande regista italiano, legato indissolubilmente alla città dei papi.
Come giornale chiediamo una mostra aperta per tutto il 2020 ed un grande evento con la proiezione pubblica dei suoi film.
Ma soprattutto, come viterbesi e come giornale, sentiamo il dovere di ricordare Fellini, perché è stato proprio il genio immortale a capire le potenzialità e la bellezza di Viterbo con circa settanta anni di anticipo.
Non ricordarlo sarebbe una macchia indelebile.

















