La Fune di Pasqua - Tre giorni con le grandi storie del territorio, il pensiero a Bergamo e l'abbraccio alla nostra Celleno
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Buona Pasqua a tutti i lettori de La Fune. In questi giorni abbiamo avuto tante conferme e sviluppato maggiore consapevolezza della centralità di questo giornale nel dibattito e nell'informazione territoriale.

Buona Pasqua a tutti i lettori de La Fune. In questi giorni abbiamo avuto tante conferme e sviluppato maggiore consapevolezza della centralità di questo giornale nel dibattito e nell’informazione territoriale.

Abbiamo scambiato email, messaggi social, telefonate con le persone e gli ambienti più diversi. Ci sono arrivate in redazione richieste di collaborazione, proposte, suggerimenti, idee. Un fiume di vita su cui stiamo impostando un lavoro per canalizzarlo e portarlo a frutto.

Abbiamo deciso di fare un regalo a tutti, anche a noi stessi, in questi tre giorni che abbiamo davanti: sabato Santo, domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo. Rimarremo a casa con i nostri nuclei famigliari e non faremo mancare le telefonate (magari video) con i tanti parenti e amici che non possiamo, in questo momento, abbracciare. Vi invitiamo a fare lo stesso, a rispettare le preziose disposizioni del governo.

Stare a casa è quanto ci viene chiesto per sostenere l’Italia. Siamo fiduciosi sull’avvenire perché convinti che il nostro Paese, nei momenti decisivi, sa tirare fuori la sua anima migliore. In questi tre giorni La Fune regalerà a tutti storie straordinarie, con l’augurio che possano aiutare a riflettere sulla grandezza della nostra comunità, sull’importanza dei nostri luoghi e di come ci attende un loro sviluppo che siamo chiamati a costruire.

Sono settimane difficili ma abbiamo buone guide. Lo è il vescovo Lino Fumagalli, che abbiamo avuto modo di ascoltare durante le dirette delle celebrazioni, e lo sono i nostri sindaci. Sessanta punti di riferimento che stanno organizzando i territori, mitigando le difficoltà e trasmettendo voglia di farcela, consapevolezza della gravità rappresentata dal Covid-19 e determinazione a fermare il contagio. 

Ricordiamo a tutti che non è il momento delle polemiche, specie quelle pelose o costruite con il terribile strumento delle fakenews. La menzogna è il nemico numero uno della democrazia e dei sistemi democratici. E’ l’inquinante peggiore e il primo nemico che ogni libero cittadino democratico è chiamato a combattere. Chi diffonde fakenews fa un qualcosa di odioso, specie in tempi difficili: punta a ingannare le persone. E l’inganno è nemico della ragione, del giusto, della possibilità. 

Non sappiamo quale frustrazione, quale ambizione cieca possa muovere un essere umano alla diffusione di falsità. Sappiamo però quanto è importante individuarle, smascherarle e non tenere in alcuna considerazione, anzi combattere, chi si inerpica per certi oscuri sentieri. 

Ci sentiamo di ringraziare in modo particolare, in questo difficile e profondo tempo, i medici del nostro sistema sanitario. Con loro ringraziamo gli infermieri e tutto il personale Asl. Così come ringraziamo le forze dell’ordine tutte: la Polizia, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, la polizia locale. Un grazie particolare alla Croce Rossa, alla Caritas, alla Protezione Civile e a tutti i parroci della Tuscia. Sappiamo che non stanno guardando questo tempo passare ma ci stanno agendo dentro, lasciando un segno positivo nella vita di tanti uomini e donne e famiglie. 

Grazie a chi sta tenendo acceso il motore del paese. Ai preziosi negozi di quartiere, ai lavoratori della grande distribuzione e a tutti quelli che hanno continuato a erogare beni e servizi. 

Un pensiero va alla parte d’Italia più colpita, alla Bergamo città simbolo di questa guerra. Un abbraccio vero al sindaco Marco Bianchi e a tutta Celleno, perché sono quelli tra noi che stanno vivendo l’ora più buia. Continueremo ad aggiornarci sugli aspetti centrali che riguardano il contagio da Covid-19. Restiamo uniti, le difficoltà sono tante ma dividendoci e litigando non faremmo altro che rendere i problemi più grandi. L’Italia ce la farà, ha bisogno di noi.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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