La Fune a Sanremo - Intervista a Valeria Farinacci
Valeria Farinacci
800 Monastero
Valeria Farinacci è nata a Terni nel 1993. Fin da piccola ha la passione del canto e nei tempi del liceo partecipa al Musical “La Sirenetta” interpretando Ariel, la protagonista, nell’Anfiteatro Fausto di Terni. Si è laureata in Lingue e Mediazione linguistica – Culturale con 110 e lode, proprio mentre si svolgevano le selezioni di “Area Sanremo”. L'abbiamo intervistata.

Valeria Farinacci è nata a Terni nel 1993. Fin da piccola ha la passione del canto e nei tempi del liceo partecipa al Musical “La Sirenetta” interpretando Ariel, la protagonista, nell’Anfiteatro Fausto di Terni. Si è laureata in Lingue e Mediazione linguistica – Culturale con 110 e lode, proprio mentre si svolgevano le selezioni di “Area Sanremo”. L’abbiamo intervistata.

Valeria, non è andata purtroppo, rimpianti?

“No nessun rimpianto, è stata un’esperienza straordinaria. La mia carriera di artista è appena cominciata e iniziare con il Festival di Sanremo non è da poco. Ringrazio Giuseppe Anastasi e Carlotta Scarlatto che mi hanno prodotto e mi sono stati vicini. Ringrazio Mogol per il grande sostegno. Ora andiamo avanti”.

Come mai hai scelto lingue nei tuoi studi universitari?

“Le lingue sono state sempre la mia passione, mi sono iscritta a Roma Tre dove ho potuto partecipare alla selezione per poter usufruire di una borsa di studio per il CET.

La tua canzone Insieme ha come autore Giuseppe Anastasi, autore di alcune canzoni più belle che sono passate sul palco dell’Ariston. Tanto per citarne alcune: Sincerità, La notte, Controvento. Come è avvenuto il tuo incontro con Anastasi?

“Anastasi faceva parte della giuria per l’assegnazione della Borsa di studio al CET. Mi ha scelto e poi l’ho ritrovato alla scuola di Mogol. Lì mi ha indirizzato al corso interpreti dove come insegnante c’è Carlotta Scarlatto, sua moglie. Nel corso del tempo i rapporti si sono consolidati ed è uscita tutta la mia voglia di stare sul palco. A quel punto Anastasi mi ha detto che ci poteva essere la possibilità di partecipare ad Area Sanremo e che, vista la sua esperienza in quella manifestazione, ci potevano essere delle buone possibilità per un’artista con le mie caratteristiche”.

Com’è stata come esperienza “Area Sanremo”?

“E’ stata una grandissima opportunità. Area Sanremo non è un talent o un concorso, è un contest, uno stage dove si cresce e ti aiuta a capire cosa significa essere artisti” 

Durante il periodo trascorso a Sanremo ti stavi rendendo conto che eri tra i vincitori?

“Assolutamente no, al termine siamo stati selezionati in 8 e i due prescelti sono stati comunicati durante la la diretta su Rai 1 ed è stata veramente un’emozione forte”.

Altre emozioni?

“Sì una grandissima emozione è stata a Roma a Cinecittà, quando per la prima volta in vita mia ho cantato con l’orchestra. Non l’avevo mai fatto e credete che per una persona che fa questo mestiere è il massimo che si possa pretendere. Quando ci si trova in sala di registrazione è vero che si trova un arrangiamento pressoché perfetto e consono alla personalità dell’artista ma l’orchestra è la musica che si fa viva: la componente umana prende il sopravvento su tutti e su tutto”.

L’impatto con il palco dell’Ariston com’è stato?

“Pensavo peggio, sono arrivata preparata e quando sono salita sul palco per le prove ho pensato solo a esprimermi al meglio, il resto l’ho lasciato dietro le spalle”.

Parliamo della tua canzone “Insieme”.

“La canzone l’ha scritta Giuseppe Anastasi ed è nata appunto dalla collaborazione che si era creata al CET. E’ una canzone che vuole essere un messaggio di speranza”.

Dopo Sanremo che succede?

“Dopo Sanremo c’è la promozione del mio EP con quattro canzoni, tutte scritte da Anastasi, che uscirà il 10 febbraio. Grazie Valeria e in bocca al lupo”.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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