La frana sulla Valle di Vico riporta il disboscamento della Faggeta all'ordine del giorno
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È tornato in mente a molti il disboscamento della faggeta, avvenuto ufficialmente per questioni di sicurezza stradale, contrastato dalle associazioni ambientaliste che avevano chiesto a gran voce di ridurre il numero di arbusti.

Una frana riaccende la polemica sul disboscamento della Faggeta del Lago di Vico. La frana, annunciata a parole, è stata immortalata con una fotografia, che poi è finita su Facebook e da lì è diventata virale. L’immagine ritrae un tratto della provinciale Valle di Vico, nel tratto del Centro Chimico, completamente coperta di fango a seguito delle ingenti piogge dei giorni scorsi. Immerse nella melma anche delle auto.

Così è tornato in mente a molti il disboscamento della faggeta, avvenuto ufficialmente per questioni di sicurezza stradale, contrastato dalle associazioni ambientaliste che avevano chiesto a gran voce di ridurre il numero di arbusti. Tra queste anche Accademia Kronos, che è tornata ad attaccare i comuni di Caprarola e Ronciglione, ha specificato che gli alberi potenzialmente pericolosi sarebbero stati appena 48. Un suggerimento che sarebbe stato accolto dal comune ronciglionese, ma non da quello caprolatto. “A partire dal 2013 – scrive Filippo Mariani – fece tagliare, invece dei 48 indicati dagli esperti, circa 1000 alberi per alcuni chilometri in una zona di forte pendenza tra il bivio per la statale Cassia e il bivio per San Martino”. Così “venerdì scorso – prosegue – è accaduto quello che gli ambientalisti avevano previsto, il terreno non più trattenuto dagli alberi perché tagliati, non ha resistito ad una eccezionale “bomba d’acqua” e così è franato sulla strada bloccandola”.

Per difendere la Faggeta, era intervenuto nel gennaio 2015 anche il fondatore di Wwf Italia Fulco Pratesi.

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