La fotografia come testimonianza del cambiamento sociale e urbano… con un occhio a Viterbo
viterbo
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La conferenza è tenuta da Francesco Mattioli, già professore ordinario di Sociologia visuale nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e di Architettura “Quaroni” dell’Università La Sapienza di Roma.

VITERBO – ‘La fotografia come testimonianza del cambiamento sociale e urbano…con un occhio a Viterbo’. Questo il titolo di un importante incontro in programma per sabato 24 maggio, ore 17, presso la sala conferenze del Ce.Di.Do a Palazzo dei Papi.

La conferenza è tenuta da Francesco Mattioli, già professore ordinario di Sociologia visuale nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e di Architettura “Quaroni” dell’Università La Sapienza di Roma. Dopo una introduzione dedicata alla storia della fotografia e in particolare a quella della fotografia sociale, essa si concentra sul caso di Viterbo, utilizzando soprattutto le foto d’epoca di vari collezionisti.

Fin dai suoi primordi la fotografia, oltre a farsi strumento innovativo della ritrattistica, ha contribuito a documentare la vita umana nei suoi vari aspetti, dagli avvenimenti storici più importanti agli episodi più comuni della vita quotidiana. Il suo contributo negli studi etnoantropologici sulle popolazioni primitive ed esotiche a partire dalla seconda metà del XIX secolo, è stato determinante; ma nei primi anni del ‘900 e per i decenni successivi ha saputo documentare anche le grandi trasformazioni sociali che il processo di industrializzazione ha avviato nei paesi dell’occidente, segnatamente in Europa e in Nordamerica.

La fotografia l’ha fatto tramite il “fotogiornalismo”, ma anche attraverso una disciplina che si è sviluppata a partire dagli anni sessanta del ‘900, la Sociologia visuale, che ha offerto contributi rilevanti in varie direzioni della ricerca sociale. Tra queste, particolare rilievo assumono gli studi di sociologia urbana.

Mediante un confronto metodologicamente fondato tra le immagini di ieri e di oggi della città, si è così delineata una tecnica, definita di before and after, nella quale le immagini passate della città, contenute in cartoline, foto giornalistiche, foto di famiglia, ricordi di viaggio e di studio, vengono giustapposte a quelle di oggi, individuando percorsi di cambiamento sociale e urbanistico di notevole interesse sociologico, culturale e socioeconomico.

Non solo nelle sembianze e nell’ ”uso” della città, ma anche nei suoi rapporti con il territorio circostante, con la campagna, e nel mutare della sua stessa identità e delle sue vocazioni originarie. Tutti temi che sono certamente di interesse scientifico, ma che si aprono anche alla sensibilità e alla curiosità dei cittadini, all’attenzione dei policy makers e agli amministratori.

La conferenza è tenuta da Francesco Mattioli, già professore ordinario di Sociologia visuale nelle Facoltà di Scienze della Comunicazione e di Architettura “Quaroni” dell’Università La Sapienza di Roma. Dopo una introduzione dedicata alla storia della fotografia e in particolare a quella della fotografia sociale, essa si concentra sul caso di Viterbo, utilizzando soprattutto le foto d’epoca di vari collezionisti.

Programma
Saluto del prof. Gabriele Anelli, Presidente di Excursus
Saluto dell’Avv. Luciano Dore, Presidente de Il Profferlo
Presentazione del prof. Luciano Osbat, Direttore del CE.DI.DO
Relazione: Francesco Mattioli, “Dalla testimonianza al documento: la descrizione del sociale attraverso le
immagini fotografiche tra memoria, narrazione e ricerca scientifica. Con un viaggio nella Viterbo di ieri,
di oggi e… di domani

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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