La foto di gruppo del volontariato viterbese, storia di un successo giornaliero
Cena Volontariato 01
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Più di 800 persone a cena sotto il cielo di piazza del Comune e in tantissimi per il concerto di Annalisa Minetti. E' forse questa la foto più forte dell'undicesima edizione del Festival del Volontariato. Una storia bella per la città di Viterbo.

Un telaio sul quale sono stati intrecciati 100 eventi in sette giorni. Tante le mani che si sono mosse su questa trama, appartenenti a 130 associazioni diverse. Il tutto per l’undicesimo Festival del Volontariato della città di Viterbo. Ieri sera, quello che in questa settimana è stato possibile vedere per scorci affacciandosi a piazza Fontana Grande, dentro l’ex tribunale e nella piazza davanti, è apparso tutto insieme.

Un colpo d’occhio da k.o, da togliere il fiato. Da togliere il fiato a pensare ai ragazzi dell’associazione Juppiter che per un giorno intero hanno apparecchiato in piazza del Plebiscito per 800 coperti e regalato alla città uno spettacolo difficilmente dimenticabile. Da togliere il fiato a pensare che a un certo punto della settimana l’organizzazione della grande cena delle associazioni ha iniziato a preoccuparsi di brutto. Non perché i biglietti non si vendevano, ma perché se ne stavano vendendo troppi e continuavano a richiederne di nuovi.

Così 800 persone hanno cenato sotto il cielo di piazza del Comune, e altre centinaia sono comunque arrivate in piazza per godersi lo spettacolo e il concerto di Annalisa Minetti. Un momento molto alto per l’associazionismo viterbese. Uno sforzo di unione, di coordinamento, di progettazione che la Consulta del Volontariato e il delegato del Comune Marco Ciorba hanno portato avanti col sorriso, prima ancora che con la fatica e l’impegno.

Abbiamo curiosato dentro questo festival durante la settimana. Ci abbiamo posato gli occhi più volte e parlato con chi c’è stato. E questa domenica la storia che vi vogliamo raccontare è quella di ragazzi, uomini e donne coraggiosi che ogni giorno costruiscono un pezzo di Viterbo che magari è poco visibile ma che rappresenta il volto migliore della città.

La storia dei Goji Vip, gente ordinariamente straordinaria, che ha fatto tirare fuori da una busta di carta scarpe, pantaloni, batterie, persino un cavallo ai ragazzi. La storia dei volontari dell’Ente Nazionale Sordi Viterbo che hanno fatto conoscere a tanti viterbesi la lingua dei segni nel giro di pochi anni; quella delle donne di Erinna, che non si preoccupano semplicemente di assistere le vittime di violenza ma stanno costruendo una cultura nuova del rapporto uomo-donna. Una cultura forte, bella. Come è fondamentalmente bello quello che c’è nelle loro teste. Le storie dei tanti volontari che si sono dati il turno durante la settimana ai banchetti delle rispettive associazioni: chiedendo un permesso dal lavoro, mangiando un panino per pranzo, mettendosi un maglioncino per resistere al fresco del tribunale.

Oggi si chiude con un classico: ‘La Città a Colori’, organizzata da ‘Viterbo con Amore’. Un mare di eventi lungo tutto il giorno, per sottolineare ancora una volta la forza di una comunità che si mette insieme e si prende cura di se stessa.

800 Monastero
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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