
INSIDE – Sono le undici del mattino e cammino per i vicoli di Grotte di Castro. Qui, sulle colline che guardano il lago di Bolsena, la Tuscia settentrionale ti entra dentro con i suoi ritmi lenti. Sto facendo due passi e mi fermo, come sempre, a guardare in alto. Vedo i panni stesi tra due finestre. Non è solo bucato. È vita, è la firma tangibile di una famiglia che abita questo luogo.
Riconosco lo stile: è la zona di Annalisa. Annalisa è una forza della natura, mamma di Celeste e Mattia, compagna di Giorgio, una vera campionessa nell’ottimizzazione degli spazi, capace di far incastrare tutto, dai vestiti dei ragazzi agli impegni della giornata. Guardo quei panni e sento il calore del sole di oggi. Il profumo che emanano è pulito, silenzioso.
È un profumo che trovi solo qui, nei piccoli borghi dove l’aria non è viziata. Annalisa ha messo “entro le strisce” anche il sole, che stamattina illumina il bucato quasi fosse uno spot cinematografico. Noi che abitiamo qui non sappiamo che farcene dell’asciugatrice. Abbiamo il sole a spot, il silenzio che ti cura la testa e l’odore della vita fatta di gesti semplici, autentici. A differenza di chi abita in città, noi questo lusso ce l’abbiamo. È vero, voi in città avete tutti i servizi sotto casa, ma per noi ogni cosa è una conquista.
Spesso, per raggiungere un ufficio o un servizio, dobbiamo prendere l’auto e fare chilometri. Per questo, diciamocelo chiaramente, ci stiamo attrezzando direttamente con Gesù per qualche miracolo. Perché un piccolo borgo senza servizi fondamentali si svuota, e noi non vogliamo che i piccoli borghi della Tuscia, come Grotte, non diventino dei paesi fantasma. Ma poi guardo di nuovo quel lenzuolo verde che sventola, steso alla perfezione da Annalisa. C’è chi, come lei e la sua famiglia, resiste. Mette radici. Crea comunità. A gente così, che tiene vivo il paese con la concretezza della vita quotidiana, andrebbe dato un premio ogni giorno.


















