La Festa dell'Unità lascia il segno, imbrattata di unto piazza del Gesù
Piazza del Gesù
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Macchie di grasso belle grandi saltano all'occhio passeggiando su piazza del Gesù. Proprio là dove dal 29 luglio al 2 agosto hanno cucinato i democratici. Scoppia il caso.

La festa dell’Unità lava più bianco? No, unge più grasso. Almeno a giudicare dai segni lasciati sul peperino di piazza del Gesù.

Dal 29 luglio al 2 agosto i democrat di tutta la provincia si sono dati appuntamento nel capoluogo, nel cuore del capoluogo per essere precisi. E qui hanno parlato, intervistato, fatto cose. E tra le cose non è mancata anche la cucina, nel senso che hanno mangiato e cucinato.

E proprio quest’ultima azione sembra aver lasciato i segni. I frequentatori più assidui di questo “salottino buono” dei viterbesi sono pronti a giurare e spergiurare che prima dell’arrivo dem non c’erano quelle grosse grasse macchie d’olio che imbrattano un angolo della piazza. La questione ha iniziato a circolare sui social e si è scatenato il finimondo.

Oltre a David Sassoli, vicepresidente del Parlamento Europeo, Lorenza Bonaccorsi, Paqualino Monti, Simona Bonafè e il presidente nazionale dei democratici Matteo Orfini alla Festa dell’Unità, come tradizione vuole non sono mancate le salsicce e altra roba “braciata”. E questi ultimi ospiti hanno lasciato il segno.

Questa mattina alle 9,30 i volontari di Viterbo Civica si sono dati appuntamento sul posto per ripulire il tutto. Ma la questione è ormai esplosa e diversi viterbesi sono democraticamente “incazzati”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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