La Ferrero rafforza la sua presenza nella Tuscia. L'accordo con la Regione Lazio
Giovane impianto di nocciolo
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Il progetto sarà finanziato dal fondo del Psr 2014-2020; Ismea metterà in campo le proprie competenze e la Ferrero, che era già presente nella Tuscia, firmerà contratti di fornitura con gli agricoltori

Firmato ieri un accordo tra la Regione Lazio e la Ferrero per con l’obiettivo di rafforzae la filiera della nocciola. Terzo partner dell’accordo l’Ismea, ovvero l’Istituto di servizi per il mercato agroalimentare. Il progetto mira ad avvicinare la multinazionale dolciaria ai produttori locali. In particolare dovrebbe rendere possibile la coltivazione a nocciole di 10 mila ettari. Snodo cruciale di questo percorso sono i Cimini e la provincia di Viterbo, che detiene il 27% della produzione italiana di nocciole.

Il progetto sarà finanziato dal fondo del Psr 2014-2020; Ismea metterà in campo le proprie competenze e la Ferrero, che era già presente nella Tuscia, firmerà contratti di fornitura con gli agricoltori. Un modo “per mettere intorno a un tavolo – ha commentato Sonia Ricci, assessore regionale – anche i piccoli produttori”

Previste anche altre fasi per questo progetto: si svilupperanno infatti alcuni servizi informativi e di assistenza per i produttore e forme di cooperazione all’interno della filiera. “Un modello di sviluppo che già vede la Tuscia come protagonista. Una sfida – ha aggiunto il consigliere regionale Riccardo Valentini – che vuole fare della nocciola un vero e proprio volano per l’economia e l’occupazione su tutto il territorio regionale”

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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