
Non riesco a darmene pace. Secondo me facilmente trasformabile in un punto di forza.
Scherzando dissi mesi fa all’assessore ai lavori Pubblici, Stefano Floris, che una mattina avrebbe trovato due galline dentro al Gallinaro. In quel momento parlavo con la sicurezza basata sulle sue parole :”31 luglio 2025 il cantiere non ci sarà più”.

Sono partito da Viterbo, la città che tengo stretta al cuore, con la dichiarata speranza-certezza che non avrei mai più visto il Gallinaro. Immaginai il mio ritorno, il primo caffe-cornetto con la crema al Bar Centrale. Seduto nei tavolini all’esterno mi sarei beato delle dolci geometrie della piazza. Il contrasto dei colori antichi col cielo blu. Notato nuovi simboli che parlano di passato e guardato con curiosità dove presto spunterà il tunnel con via del Ganfione. Mi sarei sentito in dovere di fare una piccola diretta per condividere la mia felicità. Sognavo ma il dio dei lavori pubblici è più forte dell’assessore e dei miei sogni.
Leggo sulle colonne di ViterboNews 24 che il Gallinaro è per restare.
Credo che sia chiaro: tutti hanno un conto in sospeso con me e vogliono farmela pagare. Ovviamente scherzo e sono sicuro girare il coltello nella piaga sia all’assessore Floris che a tutta la maggioranza. Non è mio intento. Basta. Visto che è così, propongo soluzione. Ci pensa Tuscia in Fiore. Come per i cartelloni con la cascate della Tuscia copriamo il Gallinaro. La maggioranza, intendo la Signora Sindaco Chiara Frontini, mi affidi la “copertura” del Gallinaro con immagini di promozione della Tuscia. Il comune non deve sborsare un euro. Ovviamente non debbo pagare le affissioni e quando qualcuno sfregerà il mio volto, sempre nell’angolo a destra in basso, sapremo aver fatto qualcosa di giusto.
Ps Ne farei a meno. Il professor Chiossi mi costringe dicendo “bisogna metterci la faccia”.
Ripeto non costerà nulla all’amministrazione. Solo l’affidamento. Serve solo un pochino di coraggio, che come dice Giorgia Meloni, è indispensabile per ogni sindaco ed essere pronti a reagire con fermezza alla prossima invettiva di Laura Allegrini che preferirà il Gallinaro al bello.
Tutti dovranno dire a lei ed a chi si lamenterà : ”preferisci il Gallinaro?”.

Questo è il punto in cui la mia analisi si discosta da quella dei leoni da tastiera. Condivido che a Viterbo ci sia molto da fare ma presentando un problema ne propongo la soluzione.
Qualche “genio” addetto alla politica proporrà di fare bando e gara pubblica. Questo si chiama sguazzare nei problemi non risolverli. Volete aspettare 4 mesi? Oggi, domani, appena la signora Sindaco mi da l’affidamento mando in stampa le immagini e per la fine di giungo 2025 il Gallinaro diventa punto informazione-promozione della Tuscia. I cartelloni non daranno fastidio ai lavori, saranno tutte facilmente rimovibili. Lo vuole fare qualcuno altro? Benissimo, stesse condizioni: non deve costare un euro e risolto per fine giungo 2025.


















