La favola silenziosa dei gatti di Prato Giardino
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Come ogni fine settimana vogliamo farvi rilassare un po', a voi affezionati lettori de La Fune, con articoli curiosi e che non parlino dei soliti casini. Questa volta abbiamo scelto di raccontarvi la favola dei gatti di Prato Giardino.
La magia dei gatti di Prato Giardino – foto Zadro Press

Non siamo nella mitica città degli Aristogatti firmati Walt Disney, ma a Viterbo. Precisamente a Prato Giardino, il principale polmone verde della città dei papi. Il parco ha un po’ perso di attrattiva negli ultimi anni ed è un po’ uscito dall’itinerario dei luoghi che i viterbesi amano frequentare, ma al suo interno continuano a esserci delle magie non da poco.

State pensando tutti ai cigni del laghetto? Quelli che da bambini vi facevano fare metri e metri di corse per portargli dell’erba fresca da mangiare? Beh, non avete indovinato. La magia di cui vogliamo raccontarvi in questo fine settimana è quella dei gatti. Una vera e propria tribù di felini. Sono molti e per i bambini che hanno la fortuna di vivere il parco rappresentano una vera e propria favola da guardare a occhi sgranati. Ma c’è chi a questi gatti si è veramente affezionato e pensa alla loro dieta e alle cure necessarie.

Per completare la magia vi suggeriamo di “spulciare” antiche foto del parco direttamente da questo sito ‘Viterbo in cartolina’  che abbiamo individuato per voi.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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