La ex è a casa di amici e un 44enne, già denunciato per violenze, irrompe per aggredirla
polizia
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VITERBO - L'uomo si era reso protagonista in più occasioni di atti persecutori nei confronti della ex convivente.

VITERBO – Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione ha emesso la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con divieto di avvicinamento alla parte offesa e applicazione del braccialetto elettronico nei confronti di un cittadino straniero, quarantaquattrenne, attualmente in carcere a Mammagialla.

L’uomo si era reso protagonista in più occasioni di atti persecutori nei confronti della ex convivente.

In considerazione delle ricorrenti condotte violente e delle diverse denunce da parte della parte offesa, l’uomo era stato tratto in arresto e già sottoposto alla misura di prevenzione del divieto di avvicinamento alla donna, misura poi sostituita dall’Autorità giudiziaria prima con gli arresti domiciliari e braccialetto elettronico e poi con il divieto di avvicinamento alla donna e obbligo di dimora nel comune di residenza.

Ciononostante l’uomo, in evidente stato di alterazione fisica, si è introdotto in un appartamento dove era presente la ex compagna aggredendo gli amici della stessa che, intimorita, si è rifugiata in una stanza riuscendo a sottrarsi alle violenze.

Da quest’ultimo episodio è scaturito il suo arresto, poi convalidato dall’autorità giudiziaria che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Considerata particolarmente grave la condotta dell’uomo, connotata da estrema violenza e aggressività, a seguito di una scrupolosa istruttoria effettuata dal personale della Polizia di Stato della Divisione Anticrimine, su richiesta del Questore di Viterbo è stata emessa nei suo confronti la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di anni due, con divieto di avvicinamento a una distanza inferiore a 800 metri alla parte offesa, ai luoghi abitualmente frequentati dalla stessa e divieto di comunicazione con la donna con ogni mezzo e con applicazione del braccialetto elettronico.

L’inosservanza delle prescrizioni e degli obblighi della Sorveglianza Speciale è punita con l’arresto.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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