La donna di Canale Monterano rinvenuta nei boschi del Lago di Vico è morta per cause naturali
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VITERBO - Il fascicolo, a questo punto, è stato quindi trasferito a Viterbo. procura e Carabinieri continueranno le indagini per ricostruire i contorni della vicenda.

RONCIGLIONE – Non è stata uccisa ma è morta per cause naturali Giuseppina Nuti, la donna di Canale Monterano ritrovata cadavere nei boschi del Lago di Vico a fine gennaio. Questi i risultati dell’autopsia che di fatto scagionano il figlio arrestato con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Rimane in piedi solo l’accusa di occultamento di cadavere.

Il fascicolo, a questo punto, è stato quindi trasferito a Viterbo. procura e Carabinieri continueranno le indagini per ricostruire i contorni della vicenda.

“Le indagini  hanno rivelato che il figlio sessantenne della donna aveva ritirato la pensione della madre all’inizio del mese e successivamente si era dileguato, spegnendo i telefoni cellulari. L’uomo era stato individuato dai carabinieri di Ronciglione dopo aver passato la notte in un bed and breakfast in provincia. Di fronte all’accelerarsi degli eventi, è stato emesso un provvedimento di fermo nei suoi confronti dalla Procura di Civitavecchia e solo a quel punto, sotto la pressione degli investigatori, l’uomo ha confessato di aver occultato il cadavere della madre ed ha fornito indicazioni alle Autorità per il ritrovamento – si legge in una nota dell’Arma -.

Tuttavia, la vicenda ha subito un nuovo sviluppo dopo che il referto autoptico ha accertato che la donna è deceduta per cause naturali ed è quindi stata derubricata la fattispecie di reato di omicidio, ipotizzata inizialmente. Il figlio è stato quindi scarcerato, ma rimane comunque al momento indagato per occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato per aver indebitamente percepito la pensione della madre anziana”.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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