

VITERBO- Ultima domenica d’agosto per questo 2020. Verrebbe da dire per fortuna visto che quello che hanno visto i pochi turisti non è proprio il biglietto da visita di una città che ama definirsi turistica.
Sarà la nostalgia per una Santa Rosa che quest’anno non uscirà, sarà la non bellissima figura dei tanti negozi e bar chiusi, sarà la pioggia che, dopo mesi, è tornata a ricordarci che l’estate sta finendo come dicevano i Righeira.
Nel nostro giro per scoprire le bruttezze della città, non possiamo non fare un pit stop botanico sulle tante specie verdi che stiamo scorgendo in ogni dove. Diciamo che il verde muffa è il colore must dell’estate viterbese 2020.
Soprattutto in periferia, la vegetazione incolta ha preso il sopravvento invadendo i marciapiedi e rendendo i giù brulli spazi verdi, un’oasi inaccessibile. Gli unici che riescono a farsi spazio in questi luoghi sono i cinghiali, inquilini silenziosi che di certo non si scandalizzano per un cumulo di erbacce morte.
Portare i bambini a giocare è impossibile, portare a passeggio i cani ancora peggio. Voler prendere una boccata d’aria, diventa come un percorso a ostacoli tra macchine da schivare, sacchetti dell’immondizia che rotolano a tutta velocità per strada, marciapiedi impraticabili e liane che Tarzan scansati.
Meglio restare a casa e guardare dalla finestra una città che appassisce.

















