La domenica da leoni di una città (quasi) turistica
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO- Pit stop botanico in giro per la città. Strade come foreste, marciapiedi come giugle. Inviateci gli orrori dei vostri quartieri

VITERBO- Ultima domenica d’agosto per questo 2020. Verrebbe da dire per fortuna visto che quello che hanno visto i pochi turisti non è proprio il biglietto da visita di una città che ama definirsi turistica. 

Sarà la nostalgia per una Santa Rosa che quest’anno non uscirà, sarà la non bellissima figura dei tanti negozi e bar chiusi, sarà la pioggia che, dopo mesi, è tornata a ricordarci che l’estate sta finendo come dicevano i Righeira. 

Nel nostro giro per scoprire le bruttezze della città, non possiamo non fare un pit stop botanico sulle tante specie verdi che stiamo scorgendo in ogni dove. Diciamo che il verde muffa è il colore must dell’estate viterbese 2020.

Soprattutto in periferia, la vegetazione incolta ha preso il sopravvento invadendo i marciapiedi e rendendo i giù brulli spazi verdi, un’oasi inaccessibile. Gli unici che riescono a farsi spazio in questi luoghi sono i cinghiali, inquilini silenziosi che di certo non si scandalizzano per un cumulo di erbacce morte. 

Portare i bambini a giocare è impossibile, portare a passeggio i cani ancora peggio. Voler prendere una boccata d’aria, diventa come un percorso a ostacoli tra macchine da schivare, sacchetti dell’immondizia che rotolano a tutta velocità per strada, marciapiedi impraticabili e liane che Tarzan scansati.

Meglio restare a casa e guardare dalla finestra una città che appassisce.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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