La direzione Pd cede: Panunzi candidato in Regione, ma si litiga sul 4° nome
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Enrico Panunzi candidato alle elezioni regionali: la "vittoria" del consigliere regionale uscente che i fioroniani-popolari volevano cooptare alle elezioni politiche però non basta per mantenere il Partito Democratico unito.

Enrico Panunzi candidato alle elezioni regionali: la “vittoria” del consigliere regionale uscente che i fioroniani-popolari volevano cooptare alle elezioni politiche però non basta per mantenere il Partito Democratico unito. Durante la direzione regionale di ieri sera, terminata in tarda serata dopo una lunga discussione, i democratici viterbesi hanno alla fine deciso di darla vinta ad Enrico Panunzi, ma non ad Alessio Trani, fuoriuscito dalla maggioranza del Pd e confluito nella minoranza. Tensione per il quarto nome della rosa viterbese: respinta la proposta della minoranza, i popolari indicano Raffaella Petrilli.

L’ala renziana, insomma, perde la componente renziana “pura” che aveva proposto la bassanese Alessandra Mecocci come quarto nome. Un nome però che è stato respinto dall’assemblea, a maggioranza, che ha poi preferito Raffaella Petrilli, docente Unitus. Il voto finale è stato contrario da parte dei panunziani e renziani e a favore da parte dei popolari-fioroniani e degli altri renziani, quelli di seconda generazione. Le candidature non sono ancora ufficiali, in quanto sarà la direzione regionale a dare il via libera definitivo.

Per quanto riguarda le elezioni politiche invece apertura nei confronti di Alessandro Mazzoli che aveva chiesto di poter riflettere sulla propria candidatura. Un diritto sancito dallo statuto per i deputati uscenti con meno di tre mandati alle spalle. La formulazione del documento lascerebbe aperta la strada anche a Giuseppe Fioroni. Il Pd infatti lascia la strada libera: chi vorrà ricandidarsi lo potrà fare, previa autorizzazione della direzione nazionale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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