La Croce e il Tricolore, da Bagnoregio un’immagine potentissima dell’ Italia che resiste

VITERBO – Fede, orgoglio, resilienza, speranza nel futuro. Un’immagine che vale più di mille parole.
VITERBO – All’ ingresso del paese, davanti a Porta Albana, campeggia la Croce, simbolo di una comunità che, nonostante l’emergenza covid e le conseguenti norme anti-assembramento, si riunisce, almeno spiritualmente, intorno al simbolo della fede e della rinascita.
Croce illuminata da una luce Tricolore, simbolo di una nazione che resiste, che orgogliosamente combatte per rialzarsi.
Fede, orgoglio, resilienza, speranza nel futuro. Un’immagine che vale più di mille parole.
Su Facebook, il commento del sindaco Luca Profili: “L’Italia, il paese più bello del mondo, ci rialzeremo più forti di prima”.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.


















