La crisi non è finita: i sette disertano la Commissione, che salta. Insieme alla discussione sul Referendum
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La crisi dunque non è ancora rientrata, e il rientro in aula dei sette è ancora tutto da riconquistare per Michelini e i suoi, che sembra che venerdì potranno partire con l'handicap di due dei sette già decisi a disertare l'assise.

Doveva essere la settimana del disgelo, ma le cose non iniziano bene per Leonardo Michelini e i suoi. La 1^ Commissione, convocata per l’elezione del presidente e per il voto sull’ammissibilità del referendum per l’acqua pubblica promosso dal comitato “Non ce la beviamo”, è saltata perché non c’era il numero legale per procedere alla votazione del primo punto.

Serviva la presenza di almeno due dei quattro serra-panunziani inseriti nella Commissione per la maggioranza, insieme a tutti gli altri, per procedere all’elezione del presidente per il quale il quorum è di 8 voti. I sei presenti, Paolo Simoni e Paolo Moricoli per la maggioranza oltre a Elpidio Micci, Gianluca Grancini, Vittorio Galati e Chiara Frontini per la minoranza, non hanno potuto così procedere con i lavori. Il vicepresidente Elpidio Micci, preso atto dell’impossibilità di lavorare, nel frattempo si è dimesso da vicario. Assente anche Filippo Rossi.

La crisi dunque non è ancora rientrata, e il rientro in aula dei sette è ancora tutto da riconquistare per Michelini e i suoi, che sembra che venerdì, quando è in programma il Consiglio comunale, potranno partire con l’handicap di due dei sette già decisi a disertare l’assise e a non abbandonare l’Aventino.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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