

Nessuna riunione del gruppo Pd, nessun nuovo capogruppo, nessuna riunione di maggioranza e sullo sfondo le voci di rimpasto. Ad oggi, a meno di 24 ore dal prossimo Consiglio comunale, nessun appuntamento è stato preso e la crisi della maggioranza Michelini è lontana dalla risoluzione definitiva.
I sette consiglieri del Partito Democratico ex-dissidenti non sono per niente contenti della decisione del Pd nazionale di farli rientrare nei ranghi della maggioranza. Alcuni di loro hanno accettato, altri hanno deciso di portare lo scontro ad un livello superiore. Tre in particolare Melissa Mongiardo, Marco Volpi e Arduino Troili non le hanno mandate a dire e si sono di fatto slegati le mani dai vincoli della maggioranza. I primi due lo hanno fatto intervenendo duramente in Consiglio, l’ultimo da tempo ha bruciato la sedia e quindi in Consiglio non ci tornerà davvero.
Tra gli altri quattro nemmeno Francesco Serra sembra essere troppo contento dell’andazzo e le sue dimissioni da Capogruppo stanno lì a dimostrarlo. In tutto ciò è sempre Serra a dover convocare il gruppo per un incontro risolutivo. L’impressione è che l’incontro però non si farà oggi. Forse domani prima del Consiglio comunale del pomeriggio. Un incontro propedeutico ad una lunga pace e necessario per arrivare compatti di fronte a Leonardo Michelini che aspetta i democratici primi di convocare la riunione di maggioranza.
Una riunione di maggioranza che Michelini non sembra nemmeno aver troppa voglia di convocare perché in fondo così come si sono stabilizzate le cose, nonostante i mugugni, la macchina amministrativa sembra poter continuare a sopravvivere. Certo non a incantare, ma quello non lo ha mai fatto nemmeno ai tempi delle maggioranze bulgare.
Sullo sfondo ci sono le voci di rimpasto, che però sembra interessino più ai MoRi, smaniosi di riempire la casella che era di Andrea Vannini, che al Partito Democratico dell’area ex-dissidente.

















