

VITERBO – C’è turismo a Viterbo, lo dicono i numeri. Un 2023 davvero importante per il capoluogo della Tuscia che, grazie ai dati raccolti (insieme ai soldi) dalla tassa di soggiorno, siamo in grado di quantificare.
I numeri dicono cose chiare: sono arrivati a Viterbo e hanno dormito almeno una notte 165mila persone nell’ultimo anno. Il totale delle notti dormite è però più alto: 256mila. Questo perché la permanenza media è stata di 1,6 notti. Tutto questo ha fatto incassare a Palazzo dei Priori 478mila euro di tassa di soggiorno. Il dato più alto da quando l’imposta è stata introdotta.
Per inquadrare la dimensione della situazione un paragone: Matera nel 2014, anno della proclamazione a Capitale Europea della Cultura, registrava un numero di presenze (notti dormite) pari a 245mila (quindi inferiore al dato che Viterbo ha registrato nel 2023). Nel 2019, anno in cui Matera è stata Capitale Europea della Cultura, le presenze sono salite a 730mila.
Aumento di valore che lascia ben sperare anche per la città dei papi che a breve affronterà il Giubileo 2025 e vuole giocarsi la candidatura a Capitale Europea della Cultura (proprio come Matera) per il 2033.
I dati forniti dall’amministrazione Frontini, dal duo sindaca-assessore Silvio Franco, in un apposito incontro in sala regia con gli operatori del settore turistico, sono entusiasmanti. La città cresce nella permanenza anche grazie al lavoro e agli investimenti di quanti hanno voluto scommettere sullo sviluppo turistico locale. Questo ha permesso in rafforzarsi di un ingrediente fondamentale per stare su ogni mercato: la presenza di un’offerta.
L’offerta ricettiva della città è attualmente composta da 18 alberghi, 64 B&B, 27 affittacamere, 3 case per ferie, 213 locazioni turistiche, 72 case per vacanze, 30 agriturismi. Un totale di 427 realtà.
Guardando tra i numeri balza all’occhio che il turismo viterbese è spalmato in maniera piuttosto omogenea durante l’anno, fatto che lo rende particolarmente interessante.
Tornando al dato delle presenze si registra un incremento del 26% rispetto al 2019, dato quindi pre pandemia. Rispetto al 2022 la crescita è stata del 13,5%.

















