La corista dei Pink Floyd Durga McBroom a Viterbo per un progetto musicale
Michele Villetti e Durga McBrown
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VITERBO - Si tratta di un progetto in omaggio ai cinquanta anni di The dark side of the moon, dove ha un ruolo di primo piano anche il musicista viterbese Michele Villetti.

VITERBO – La storica corista dei Pink Floyd Durga McBroom nel capoluogo della Tuscia da giorni per lavorare a un nuovo progetto musicale. Una serie di concerti nel nord Italia, il primo al Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme (Bologna) previsto per il 17 agosto. 

Si tratta di un progetto in omaggio ai cinquanta anni di The dark side of the moon, dove ha un ruolo di primo piano anche il musicista viterbese Michele Villetti. Della formazione fanno parte Alessandro Bravo (pianoforte), William Stravado (chitarra), Villetti alla batteria e Durga McBroom alla voce. 

Dopo aver lavorato come attrice, ballerina e cantante negli Stati Uniti Durga McBroom si è esibita, assieme alla sorella Lorelei, come corista con i Pink Floyd. La sua collaborazione è durata a lungo, essendo apparsa con continuità in tutti i loro spettacoli a partire dal concerto del novembre 1987 tenutosi all’Omni Coliseum durante il A Momentary Lapse of Reason Tour e fino al concerto finale del The Division Bell Tour nell’ottobre 1994. Si è anche esibita al festival di Knebworth del 1990 e ha cantato per gli album dal vivo Delicate Sound of Thunder e Pulse, e per gli album in studio The Division Bell e The Endless River, così come per il tour solista del 2001 di David Gilmour.

Oltre alla sua carriera musicale, la McBroom ha ricoperto dei ruoli come attrice nei film Flashdance e The Rosebud Beach Hotel, nell’episodio Lullabye della serie televisiva Hunter (con Gary Sinise) e in altre apparizioni minori. Appare anche in svariati video, esibendosi in California Girls, Yankee Rose e Just a Gigolo per David Lee Roth, in Would I Lie to You? per gli Eurythmics, in Day-In Day-Out per David Bowie e in When I Think of You per Janet Jackson.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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