La Consulta delle associazioni culturali potrebbe presto diventare Consulta della cultura
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“Quando elaboreremo il Regolamento – ha dichiarato il consigliere Marco Ciorba a Sbottonati nei giorni scorsi – proporrò un emendamento per allargarla a tutti gli operatori culturali della città. Dalle fondazioni alle cooperative”.

Consulta della cultura o consulta delle associazioni culturali? Per adesso la consulta è delle associazioni culturali e guai a chiamarla diversamente, a meno che per voi non sia un problema che il sindaco Michelini se la prenda. Durante la conferenza stampa di presentazione del dossier per Viterbo Capitale dalla Cultura (leggi) Leonardo Michelini rispondendo a una domanda de La Fune nella quale si citava la “consulta della cultura” ha voluto precisare che la consulta è delle associazioni culturali e non della cultura perché “se no qualcuno potrebbe pensare che è la consulta a decidere la politica culturale del comune e non l’Amministrazione”. A parte che nessuno, a parte il sindaco Michelini, ha mai pensato questo, comunque la Consulta potrebbe davvero diventare della cultura.

“Quando elaboreremo il Regolamento – ha dichiarato il consigliere Marco Ciorba a Sbottonati nei giorni scorsi – proporrò un emendamento per allargarla a tutti gli operatori culturali della città. Dalle fondazioni alle cooperative”. Lo strumento servirà per far incontrare le realtà culturali della città per un confronto e per elaborare proposte da sottoporre all’Amministrazione, che poi deciderà autonomamente che fare.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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