La comunità militare viterbese al centro di un incontro voluto da Viterbo sul Serio - Viva Viterbo
Foto Giacomo Barelli
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VITERBO - L'iniziativa organizzata da Azione di Carlo Calenda e dalla lista civica Viterbo sul Serio Viva Viterbo vedrà la presenza del Generale S A Vincenzo Camporini responsabile nazionale difesa di AZIONE che verrà intervistato da Giacomo Barelli segretario provinciale del Partito di Calenda.

VITERBO – “Viterbo e Il futuro delle forze armate italiane dopo il conflitto in Ucraina ” è questo il titolo del primo incontro della serie di eventi “La competenza al centro”, che si terrà a Viterbo il 18 maggio alle ore 18.00 presso la sala conferenze delle Provincia di Viterbo.

L’iniziativa organizzata da Azione di Carlo Calenda e dalla lista civica Viterbo sul Serio Viva Viterbo vedrà la presenza del Generale S A Vincenzo Camporini responsabile nazionale difesa di AZIONE che verrà intervistato da Giacomo Barelli segretario provinciale del Partito di Calenda.
Interverranno Alessandra Troncarelli candidata Sindaco di Viterbo e assessore regionale alle politiche sociali ed il Prof Claudio Margottini già addetto scientifico presso l’Ambasciata Italiana al Cairo.

Arruolato in Accademia Aeronautica nel 1965 , il generale Vincenzo Camporini ha percorso tutti i gradi della carriera militare fino a ricoprire la massima carica di Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (2006-08) e di Capo di Stato Maggiore della Difesa (2008-11).

Laureato in Scienze Aeronautiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Trieste, Camporini ha trattato anche in veste di studioso e accademico, le più attuali tematiche della politica internazionale, con particolare riguardo alla dimensione politico-militare dell’Unione europea e allo sviluppo delle sue capacità di utilizzare lo strumento militare nel quadro delle relazioni esterne. Tra l’altro è stato presidente del Centro Alti Studi della Difesa (2004-06) e vicepresidente dello IAI (2011-19)

Attualmente in Italia il personale militare attivo, ricorda Camporini, ammonta a circa 170.000 uomini di questi, molti sono in età avanzata e quindi impiegabili solo nella logistica e non nelle operazioni di battaglia.

Oggi, infatti, circa i due terzi della forza militare italiana è impiegata in logistica e solamente un terzo è impiegabile in operazioni sul campo.
Per avere un riequilibrio all’interno della difesa italiana si è fissato come obbiettivo quello dei 150.000 militari attivi, secondo alcune stime questo obbiettivo verrà raggiunto entro il 2024 secondo altre entro il 2031.

Tuttavia, conclude il Generale, nessuno sforzo nazionale di qualsiasi entità può mettere in condizione il nostro Paese di far fronte alle possibili crisi che possiamo intravedere all’orizzonte. Solo la progressiva integrazione politica e quindi anche militare dei Paesi europei metterà tutti noi in condizione di influire sugli eventi e non solo di subirli.

Nel corso dell’evento verranno presentati alcuni spunti per il futuro della comunità militare viterbese.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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