



VITERBO – La città termale di Viterbo inizia a esistere. Ieri la presentazione a Palazzo dei Priori, nella gloriosa sala d’Ercole, del logo ‘Viterbo Termale’. Un piccolo passo che racchiude però una grande intenzione: costruire un brand. Ed è in questo “la visione”. Certo, arrivata con almeno venti anni di ritardo (per non dire peggio) ma almeno nell’anno di grazia 2025 qualcuno ci è arrivato.
I fatti dicono che, con 7mila e 500 euro (cifra piuttosto modesta per questo genere di cose), Daniele Muzzi e Simone Iocco di Majakovskjj comunicazione hanno presentato il logo ‘Viterbo Termale’. Dicono anche che c’erano, oltre ai politici che citeremo poi, Tiziana Governatori (Hotel Salus Terme), Fabio Belli (Tuscia Terme) e Fernando Barberini (Oasi Terme). Mancava in pratica Terme dei Papi (Famiglia Sensi), poi magari capiremo perché.
Sono sempre i fatti a parlare. Questa mattina una delegazione composta da sindaca e rappresentanti delle strutture termali viterbesi arriverà a Budapest, città tempio del termalismo mondiale, per il congresso internazionale sul turismo termale. “Presenteremo Viterbo – ha raccontato Frontini in conferenza – a tu per tu con le altre destinazioni e strutture presenti al congresso. Ci saranno più di 50 realtà, con cui si potranno mettere in rete. Spiegheremo al mondo dove sta Viterbo, parleremo della città e della nostra offerta termale”.
Alla conferenza stampa di presentazione del logo oltre alla sindaca è stato presente il consigliere comunale con delega alle attività produttive Marco Nunzi, un vero e proprio “alfiere del fare” che sta tessendo rapporti positivi tra i vari pezzi di città.
Del logo Majakovskjj parleremo nel dettaglio poi. Il vero protagonista di ieri è stato l’entusiasmo degli imprenditori termali viterbesi. Da tempo l’amministrazione comunali li ha riuniti in un tavolo e insieme stanno costruendo un lavoro corale. Ultimamente c’è maretta con Terme dei Papi, assente agli ultimi incontri del tavolo, probabilmente per il contenzioso aperto con il Comune di Viterbo.
La parola d’ordine del “nuovo termalismo viterbese” o se vogliamo del “nuovo ordine termale viterbese” è collaborazione tra le strutture. Concetto riassunto bene dall’intervento di Tiziana Governatori (Terme Salus): “Dobbiamo essere squadra e trovare risorse per fare cose importanti. Dobbiamo comunicare che Viterbo è una città termale. Al di là degli interessi personali che abbiamo come strutture è nata anche un’amicizia tra noi imprenditori”. Non è retorica perché il clima di complicità tra i presenti si respira.
Fabio Belli (Tuscia Terme): “Un anno fa abbiamo aperto la struttura, e chiesi che gli operatori si mettessero al tavolo perché il mondo va veloce e disuniti non si va da nessuna parte. L’assessore Silvio Franco ha colto il messaggio e abbiamo riscontrato un’unità d’intenti impressionante”. Poi ha puntato i riflettori sul “mercato romano”.
Fernando Barberini (Oasi Terme): “Ognuno può trovare la sua clientela da questo progetto. In questi giorni abbiamo visto venire a Viterbo tanta gente”.
Altri imprenditori del termale si aggiungeranno a breve. Un logo, un gruppo, una città termale. Aggiungeremmo una parola, ci sia consentito: finalmente.























