“La città è ridotta allo stremo, la giunta Arena abbia l’orgoglio di staccare la spina”
Notaristefano
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VITERBO - L'intervento di Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020): "Questa maggioranza è un fallimento e i continui litigi la paralizzano definitivamente".

VITERBO – L’intervento di Patrizia Notaristefano, Consigliere comunale Viterbo 2020.

“Ma il sindaco, il suo consigliere personale Marini e il resto della compagnia si rendono conto solo adesso di quali sono le priorità della nostra città ridotta ormai allo stremo?

Ambiente e verde pubblico: stiamo presentando a cittadini e visitatori quartieri sporchi e indecorosi con erbacce ovunque, rifiuti abbandonati, cestini mancanti e con i pochi presenti stracolmi e maleodoranti.

Turismo e cultura: un programma povero di iniziative, frutto della mancanza totale di programmazione e visione di una città che dovrebbe fare delle proprie ricchezze artistiche il fulcro dell’accoglienza e della ricettività.

Commercio: che dire, tutto fermo. Per poi arrivare a settembre e ottobre e accorgervi che molte attività non rialzeranno le serrande? L’inerzia e la mancanza di strategia stanno facendo sì che questa amministrazione non sarà in grado di spendere le risorse disponibili per sostenere commercianti e commercio nel prossimo autunno, nel momento della resa dei conti del post Covid.

Un vero fallimento sotto tutti i punti di vista. E, come se non bastasse, i continui litigi in maggioranza hanno definitivamente paralizzato un’attività amministrativa già povera di idee e che, ad oggi, nulla di buono ha portato a casa per la propria città.

È inaccettabile sentire oggi, a due anni di distanza dalle elezioni, che ci si deve mettere in carreggiata per iniziare a programmare interventi che erano urgenti sin da allora. Un moto di orgoglio e rispetto verso tutti i cittadini imporrebbe a tutta la giunta di staccare definitivamente la spina e tornare a dar voce ai cittadini”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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