La «Città che muore» è viva e vegeta. Le più belle foto di Civita di Bagnoregio

Ecco una galleria fotografica con alcune delle più belle immagini condivise dalla pagina Facebook ufficiale del borgo bagnorese
In bianco e nero, a colori. Di notte o di giorni. Con la neve, col sole o immersa nelle nuvole. Il fascino di Civita di Bagnoregio è ineguagliabile. Ecco una galleria con alcune delle più belle foto condivise dalla pagina Facebook ufficiale del borgo.
Copyright: le prime sette fotografie sono anonime, poi in ordine sono di Pierpaolo Bellacima (1), Luca Profili (1), Luigi Menta (3), Mariangela Meffe (1), Massimiliano Capo (1), Mauro Rotelli (1) e Stefano Casasole (1).
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















