La “Città che legge” 2018 è Civita Castellana
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Civita Castellana eletta “Città che legge” 2018. Il Centro per il libro e per la lettura del Mibact elegge, per il secondo anno consecutivo, la cittadina della Tuscia come luogo di cultura e di amore per i libri.

Civita Castellana eletta “Città che legge” 2018. Il Centro per il libro e per la lettura del Mibact elegge, per il secondo anno consecutivo, la cittadina della Tuscia come luogo di cultura e di amore per i libri.

Il titolo permette a tutta la comunità di preservare un rapporto privilegiato con i libri e con tutto il mondo della cultura, la vincita infatti permetterà la partecipazione a una serie di bandi emanati dal Cepell.

La vincita rientra in tutta una serie di attività promosse dalla Biblioteca di Civita Castellana per la promozione e la creazione di eventi legati alla lettura, la partecipazione al “Maggio dei Libri” ha favorito ancor di più la vincita dell’ambito premio.

 La qualifica di “Città che legge” poteva essere richiesta dall le Amministrazioni comunali con particolari requisiti: la presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura regolarmente aperte e funzionanti, la presenza di una o più punti vendita di libri, la partecipazione dell’Amministrazione comunale ad uno dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura; ,l’esistenza di un festival o una fiera attinenti al libro e alla lettura.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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