“La cicala di settembre”, il libro di Renato Cavallo
Antonello-Ricci
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VITERBO - Sabato 14 maggio alle 17.30, con il patrocinio della Fondazione Carivit, nella sala conferenze del Museo della ceramica della Tuscia, in via Cavour, 65 a Viterbo, verrà presentato il libro di poesie di Renato Cavallo “La cicala di settembre”, pubblicato dalla casa editrice Davide Ghaleb.

VITERBO – Sabato 14 maggio alle 17.30, con il patrocinio della Fondazione Carivit, nella sala conferenze del Museo della ceramica della Tuscia, in via Cavour, 65 a Viterbo, verrà presentato il libro di poesie di Renato Cavallo “La cicala di settembre”, pubblicato dalla casa editrice Davide Ghaleb.

Interverranno Elisabetta De Minicis, che porterà i saluti della Fondazione, e Antonello Ricci ,che per questa occasione di pubblicazione si è prestato a scrivere una profonda prefazione. L’autore, personaggio di spicco della “Tuscia dialettale” nei suoi ringraziamenti afferma: “scrivere è assai semplice, butti giù le parole che ti arrivano alla penna o alla tastiera e sei a posto ma scrivere poche parole per ringraziare una persona che ha avuto la pazienza e la costanza di leggerti fino in fondo è tutta un’altra cosa.” Ecco che cosa scrive Ricci, invece, nella sua presentazione: “Una volta che la nostra breve luce di esseri sarà tramontata, ci toccherà dormire un’unica interminabile notte. A differenza del sole, che torna invece a-sorgere-ancora-e-ancora, a ogni aurora.

E così, da subito, riconosciamo per classica la concezione sottesa al dettato della Cicala di Renato: la vita come luce, calore, energia; la morte come ombra, malinconia-assenza, nostalgia. Non ci sorprenderanno perciò, in tal chiave, i ricorrenti – non per forza scolastici – stilemi carducciani; o certe eco di prosaiche umiltà alla Pascoli; né qualche compiacimento-allusione al D’Annunzio più panico.”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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