La centralità dell'Urbanistica per una nuova Viterbo post Covid, l'intuizione del consigliere Luisa Ciambella
Luisa-Ciambella-1
CNA 800x120
VITERBO - Non abbiamo ascoltato in maniera indifferente le parole pronunciate dal consigliere del Pd Luisa Ciambella al consiglio comunale straordinario. All'interno della mozione da lei presentata e che sarà discussa nelle sedute di bilancio ci sono elementi di grande interesse per il futuro della città.

VITERBO – Una rivoluzione verde per il capoluogo della Tuscia, che passi per una necessaria rigenerazione urbana. In poche parole dare centralità all’Urbanistica per impostare la Viterbo post Covid-19.

Non abbiamo ascoltato in maniera indifferente le parole pronunciate dal consigliere del Pd Luisa Ciambella al consiglio comunale straordinario. All’interno della mozione da lei presentata e che sarà discussa nelle sedute di bilancio ci sono elementi di grande interesse per il futuro della città.

Coglie, il consigliere, una questione fondamentale: se ci si pone l’obiettivo di fare ripartire il capoluogo bisogna riprogettare la propria struttura urbana. Individua perfettamente lo spirito del tempo nuovo che si apre quando parla di una città green. Obiettivo che anche La Fune ha individuato e che è alla base dell’attenzione che questo giornale sta cercando di aprire sull’importanza di dare un parco vero a Viterbo, magari sistemando l’Arcionello.

Il consigliere Ciambella parla di scelta di progetti giusti su cui puntare. Tra questi inserisce la piste ciclabili. Anche qui cogliendo una nuova necessità. Altro capitolo importante toccato quello dell’edilizia che con l’utilizzo dell’ecobonus può essere la vera protagonista della ripresa. Qui anche il comune può andare in supporto. Passaggi cruciali per dare un respiro contemporaneo a un territorio che rischia di accumulare sempre più ritardi. 

800x120 (1)
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
asvis 2
POST FB 02
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01
monastero interno
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200