La "Campana di Canino", la più antica della Cristianità secondo l'Archivio Segreto Vaticano
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STORIE - Correva l'anno 1898, mese di maggio. In Vaticano papa Leone XIII dà l'ordine di acquistare la più antica campana cristiana esistente. Quella che ancora oggi è nota come “la campana di Canino”.

STORIE – Correva l’anno 1898, mese di maggio. In Vaticano papa Leone XIII dà l’ordine di acquistare la più antica campana cristiana esistente. Quella che ancora oggi è nota come “la campana di Canino”.

Nell’Archivio Segreto Vaticano un fitto carteggio risalente agli anni 1896-1897 racconta i dettagli delle trattative per la cessione della campana ai Musei Vaticani da parte dell’allora proprietario, un collezionista viterbese.

Bonifacio Falcioni, questo il nome del collezionista. Il Segretario del Papa si mise in contatto con l’allora vescovo di Viterbo, con lo scopo di scoprire l’esatto luogo del ritrovamento dell’antica campana.

Fu il collezionista stesso a indicare la provenienza da uno scavo vicino Canino. Così come riferì di averla acquistata da tale Andrea Narducci, sensale di tal Margiani meglio conosciuto come “Mignattaro”. Ma quando il Vaticano arrivò era troppo tardi, tanto Narducci quanto Magiani erano passati a miglior vita. Così fu impossibile individuare il luogo esatto dello scavo che portò alla luce l’importante reperto.

Dalla fine dell’Ottocento a oggi “la campana di Canino” è custodita all’interno del Museo Pio Cristiano, parte dei Musei Vaticani che ospita opere dell’antichità cristiana.

La campana bronzea è di ridotte dimensioni e la forma “ovoide”, tipica degli esempi più antichi. Gli esperti hanno fornito una datazione del 700 dopo Cristo, ottavo secolo. Questo rende “la campana di Canino” l’esemplare più antico giunto ai nostri tempi.

Due fori triangolari, sotto cui sono croci con estremità a volute, assolvono alla funzione di migliorare l’acustica, secondo le indicazioni della trattatistica medievale. Lungo la base è poi il testo di un’iscrizione incisa, conservata parzialmente, che secondo una recente interpretazione potrebbe restituire la firma dell’artefice:

“Vivenzio [- – -] in onore di Nostro Signore Gesù Cristo e di San Michele Arcangelo [- – -]”

In ambito cristiano l’uso liturgico delle campane, per richiamare i fedeli alle funzioni religiose, è attestato dalle fonti a partire dal VI secolo, con particolare riferimento ai contesti monastici: in breve tempo, la diffusione generalizzata di quest’uso farà delle campane uno dei simboli della cristianità occidentale.

Con ogni probabilità il luogo di ritrovamento potrebbe essere Castellardo, insediamento medievale poco distante da Canino e distrutto nel 1459 dai caninesi.

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